BlogMeter ospite di RAI Radio Uno per parlare di Facebook e Pinterest

Ultimamente sono stato ospite di START la trasmissione mattutina di Radio Uno per parlare della timeline di Facebook e del nuovo fenomeno Pinterest.
Di seguito trovate le due chiacchierate con i conduttori, nel caso ve le foste perse ;)
Buon ascolto.

Le performance dei giornali italiani su Facebook

Facebook è il più grande social network mondiale, e anche in Italia continua ad attrarre utenti. Ad oggi sono circa 22 milioni, il 78% di coloro che quotidianamente si connettono ad Internet in un mese. Un luogo così affollato non poteva non attirare anche la stampa italiana che, sull’orlo di una crisi senza precedenti, sta provando ad utilizzare la rete sociale come nuova edicola diffusa.

Quanti sono i giornali italiani che hanno sviluppato una presenza su Facebook? Che strategia utilizzano? Quanto sono capaci di stimolare i lettori?

Per rispondere a queste domande ho pensato di realizzare una ricerca che presenterò durante il prossimo Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. L’idea è di produrre il primo studio in grado di andare oltre una semplice classifica delle pagine con più fan, per individuare la capacità dei protagonisti del giornalismo nostrano di utilizzare al meglio i social media.

La prima fase si basa sulla individuazione delle pagine ufficiali dei quotidiani, settimanali e mensili italiani. La seconda sull’analisi delle migliaia di interazioni che gli amministratori delle pagine sviluppano con i propri fan nell’arco di un mese. Per far ciò mi servirò di Facebook Social Analytics, uno strumento avanzato messo a punto da BlogMeter, società italiana di cui faccio parte.

L’analisi preliminare, condotta su 56 quotidiani, 33 settimanali e 72 mensili, mostra alcune interessanti statistiche che sono in grado di anticipare. Tra i quotidiani esaminati ben l’88% ha una pagina su Facebook. Tale percentuale scende sensibilmente nel caso dei settimanali e dei mensili. Tra i primi solo il 48% ha una presenza sul network di Zuckerberg, mentre tra i secondi la percentuale è del 51%.

Giornali italiani su Facebook

Ma quali sono i giornali di carta che stimolano gli utenti a condividere i propri articoli in rete? Quali quelli che producono più like e commenti? Quanti di questi riescono, oltre che a portare traffico sui propri siti, anche ad alimentare una comunità fedele di lettori?

Lo scoprirete al Festival Internazionale del Giornalismo, venerdì 27 aprile dalle 10,00 alle 11,30 presso la sala Lippi, nel corso dell’incontro “Giornali su Facebook e giornalisti su Twitter: la situazione italiana”, durante il quale presenterò anche un aggiornamento della mappa dei giornalisti italiani su Twitter.

Pagine Facebook dedicate a carriera e recruiting: come misurarne le performance

A seguito della partecipazione di Blogmeter al Social Recruting Forum di Bologna Eugenio Amendola, Managing Director di Anthea Consulting, ha utilizzato il nostro strumento di Facebook Analytics per valutare quanto e come le Employer Fan Pages siano realmente attive e capaci di coinvolgere i propri fans o candidati.

Potete consultare qui i risultati della sua ricerca, mentre trovate qui le slides da noi presentate al convegno. Buona lettura!

Perchè le aziende di moda devono usare i social media

In questo post l’esperta di comunicazione per le aziende del lusso, Dana Gers, spiega le motivazioni per cui i brand di moda dovrebbero impegnarsi sui social media. Le ragioni addotte riguardano sia la crescente popolarità dei social media presso il target che la necessità di partecipare alla conversazione online con un voce aziendale ufficiale.

Come esempio quantitativo dell’importanza dei social media per il mondo della moda,  Dana Gers cita le statistiche di Facebook per il lusso dove si afferma che il 96% della Generazione Y usa i social media ed uno studio di Hill & Knowlton, secondo cui il 27% dei giovani utenti afferma di essere influenzato da quanto apprende online.

Dal punto di vista dei valori di brand, Dana Gers riconosce che  il prestigio spesso è una delle caratteristiche distintive dei brand del lusso e proprio la necessità di difendere questa esclusività deve spingere le aziende ad impegnarsi sui social media, infatti se sono le aziende del lusso ad imporre le tendenze, a livello di comunicazione non possono limitarsi alla tradizionale pubblicità.

I social media, inoltre,  sono molto utili per gestire la dedizione dei consumatori verso i brand ed le aziende del lusso  sono quelle che  possono vantare i consumatori più fedeli e l’engagement più alto verso il proprio brand: chi se non un cliente fedele sarebbe disposto a pre-ordinare l’ultimo prodotto del designer o a fare la fila per ore pur di incontrare il proprio stilista?

Nell’articolo si segnala la necessità per i brand di partecipare con una voce ufficiale e controllata alla conversazione generata autonomamente dagli utenti. Su Facebook e Twitter, infatti, è possibile trovare pagine o account dedicati ai maggior brand di moda e gestiti da utenti (quali ad esempio @123dolcegabbana su Twitter e la pagina Emporio Armani su Facebook),  dove si discute dei prodotti e si criticano le tendenze della moda senza alcuna risposta da ufficiale da parte dei brand in questione.

Già questo piccolo esempio dimostra la difficoltà di gestire l’immagine di un brand su social media, pertanto Dana Gers indica alcuni dei punti che ritiene più critici per le aziende di moda:

  • “Tone of voice”: risulta particolamente rilevante per le aziende del lusso individuare il “tone of voice” più adatto per la loro comunicazione online, in quanto, se come si affermava in precedenza, per questi brand il prestigio è un valore distintivo, usare i social network immediati come Twitter potrebbe portare ad un eccessivo avvicinamento del brand ai consumatori facendo perdere quei connotati di fascino ed irraggiungibilità. Questo, tuttavia, non deve essere un problema scoraggiante in quanto esistono molti casi di successo di adeguate scelte di comunicazione sui social media in cui i brand sono riusciti a parlare adeguatamente con il loro target;
  • Frequenza di comunicazione adatta al social media scelto: se su Facebook e Myspace è necessario comunicare qualche volta a settimana, su Twitter è necessario un aggiornamento quotidiano;
  • Riconoscibilità: la presenza del brand sui social media deve essere facilmente riconoscibile ed ufficializzata con collegamenti al sito web, inoltre deve anche permettere agli utenti di segnalare le proprie azioni in relazione al brand, come ad esempio condividere l’acquisto di un prodotto o l’inserimento online della propria recensione di un prodotto;
  • Feedback: un carattere distintivo della comunicazione online è la facilità con cui si possono ottenere feedback immediati, pertanto un brand online dovrà attendersi sia la creazione di conversazioni da cui attingere importanti insight che critiche, da ascoltare per prevenire crisi e contestazioni verso il brand;
  • Contenuto originale: gli utenti non si attendono la riposizione del contenuto del sito web sui social network come ha fatto Ralph Lauren su Facebook, ma contenuti esclusivi come ad esempio la scelta di Louis Vuitton di fare una diretta in esclusiva per gli utenti di Facebook della sfilata per Primavera-Estate 2010,  in modo da offrire un interessantissimo incentivo agli utenti per diventare fan del brand su Facebook, la scelta di Burberry  in cui Christopher Bailey (di cui si parla anche qui) ha ringraziato personalmente in un video i fans, leggendo i messaggi lasciati sul muro e promettendo un prodotto esclusivo;
  • Adottare la regola dell’80-20: l’80% del contenuto deve essere prodotto dall’azienda per informare e creare rapporti dei fan con il brand, mentre il 20% deve riguardare i prodotti, in modo tale che più i consumatori si sentono connessi ed ispirati, più sono disposti a recepire il messaggio dell’azienda.

In conclusione non usare i social media da parte delle aziende del lusso, sarebbe un’occasione d’oro sprecata per ispirare passione per il brand e desiderio per il prodotto e costruirsi dei clienti leali e fedeli.

I social media nel 2009: come evitare l’information overload

Torniamo a scrivere dopo quasi un mese di assenza (il nuovo record negativo), causa vacanze di natale ed un periodo di lavoro particolarmente intenso, per parlare di ciò che (probabilmente) ci aspetta nel 2009.

Sarah Perez in questo articolo su Read&Write fa alcune previsioni su come gli utenti interagiranno con social media nel 2009. Partendo dall’idea che a causa dell’attuale crisi economica nel 2009 ci dovrebbero essere meno applicazioni nuove da provare, gli early adopters potranno rivalutare alcune applicazioni abbandonate e pensare nuove modalità d’uso delle applicazioni già esistenti.

Se nel 2008 per comprendere come gestire al meglio le applicazioni dei social media, gli utenti le hanno adottate in massa, nel 2009 è possibile che usino un occhio molto più critico verso i nuovi servizi: gli utenti, grazie alla consapevolezza derivante dall’esperienza maturata, si chiederanno che valore aggiunto può apportare un nuovo servizio e se effettivamente ha qualcosa di nuovo, prima di iniziare ad usarlo. Probabilmente la crisi economica, riducendo le possibilità di finanziamento,  eviterà anche la nascita di servizi che sono semplicemente il clone di altri già molto popolari.

Gli utenti, infatti, hanno già appreso come l’information overload dei social media non sia sostenibile e se già lo scorso anno ci sono stati servizi ed applicazioni che hanno tentato di ridurre il sovraccarico di informazioni  (categorizzando i feed rss, cancellando gli sconosciuti da facebook, sincronizzando la lista di amici tra più piattaforme, postando gli stessi contenuti su network diversi), c’è comunque bisogno di migliorasi ancora.

Sarah Perez, a questo proposito, per il 2009 si augura la diffusione di alcuni specifici tipi di strumenti:

  • Add-in o Greasemonkey scripts per Google Reader capaci di aiutare la gestione dell’informazione, mostrando i post in base all’attenzione ricevuta, nascondendo i post duplicati (per esempio tra flusso dei feed e condivisione degli amici), filtrando le sottoscrizioni per ridurre il rumore (ad esempio nascondendo i post che contengono solo link di delicious o post su twitter)
  • Strumenti di Auto-organizzazione: secondo Sarah Perez potrebbe essere utile uno strumento che suddivida automaticamente le persone seguite sui vari network in liste (come può essere realizzato manualmente nella nuova versione di Friendfeed)  in base al motivo per cui li si conosce e li si legge (perché sono amici amici, colleghi o partner di lavoro, opinion leader interessanti, ecc.)
  • Strumenti di sincronizzazione degli amici: poiché le persone usano sempre un gran numero di social network, per rendere la gestione del  following/delle amicizie più semplice e sincronizzata,  potrebbe essere utile uno strumento che condivida gli amici su tutte le piattaforme su cui si è presenti con un solo click ed aggiorni periodicamente le nuove amicizie (un esempio potrebbe essere il Connector di Mybloglog)
  • Strumenti, che analizzando e confrontando le friend list dei vari network (FriendFeed, Facebook, Twitter) ripuliscano la lista dalle persone che non si conoscono e con cui non si ha nulla in comune

Ed in Italia che cosa succederà? Se nel 2008 si è registrata la crescita di Friendfeed, con una notevole riduzione dell’uso di Twitter,  quest’anno sarà necessario imparare a utilizzare al meglio questo strumento che pare stia portando vari cambiamenti nella parte abitata della rete:  da una parte notiamo una riduzione del blogging probabilmente perchè  parte dei commenti, citazioni, valutazioni (dei contenuti relazionali) vengono assorbiti dal social network che raccoglie il lifestreaming delle persone online,  dall’altra Friendfeed (anche per via della sincronizzazione della friendlist con Facebook, dove gli utenti possono avere anche molti contatti) mostra agli utenti un’altissima quantità di informazioni che deve essere gestita, classificata, selezionata per poter apportare valore.

Quest’anno sarà infne interessante assistere all’evoluzione dei due social network che hanno segnato gli ultimi 2 anni: Facebook, che sulla spinta dei giornali e della televisione, lo scorso è cresciuto enormemente (quanto ancora potrà crescere senza un business model redditizio?) e di  Second Life, che sebbene sembri abbandonato dalle aziende, resta comunque popolato da un nocciolo duro di utenti  che ne stanno  continuando a sperimentare le grandi potenzialità espressive e relazionali e pertanto credo possa ancora riservare qualche sorpresa nel futuro.

Facebook sempre più re dei social network

I social networks hanno portato la comunicazione mediata dal computer a livelli d’importanza mai osservati prima: le persone la perseguono perché permette:

-estensione della cerchia sociale

-possibilità di interazione più ampie (anche se qualitativamente peggiori -> dunque forse adatte ai tempi)

-spazio di condivisione, vetrina personale

-iperrealtà. non più proiezione su un avatar: online e offline si fondono in quanto il network non è un’altra realtà ma un’estensione tecnologica della stessa

La straordinaria e inarrestabile diffusione di Facebook (in Italia siamo prossimi a varcare la soglia di 1 milione di iscritti) testimonia l’importanza di tali considerazioni. La sua struttura globale lo ha portato in meno di quattro anni a competere con un colosso come MySpace, grazie anche a una piattaforma più stabile e a un ventaglio impressionante di applicazioni tra cui scegliere e possibilità di personalizzazione.

Negli ultimi mesi abbiamo registrato la progressiva migrazione di Facebook su una nuova piattaforma, nata con lo scopo di attrarre sempre più utenti sul network grazie a un’interfaccia grafica semplificata – come sottolineato da questo articolo (anche se non piace proprio a tutti ed è nato addirittura un gruppo denominato “1,000,000 AGAINST THE NEW FACEBOOK LAYOUT! “)

Tale interfaccia si ispira in maniera evidente a un’altra “vecchia” conoscenza degli addetti ai lavori: quel Friendfeed che aggrega le principali applicazioni social dell’utente e ne offre un resoconto “cronologico”, sotto forma di diario di bordo dinamico. O per dirla più semplicemente, pubblica un flusso commentabile delle nostre attività quotidiane, aggiornato in tempo reale.

La straordinaria diffusione di Facebook – specialmente tra le nuove generazioni – unita alle numerose polemiche sulla violazione della privacy (Facebook è stato ripetutamente pescato a raccogliere i dati di navigazione dei suoi utenti, anche al di fuori della connessione degli stessi al sito) mostrano le due facce dei social network: l’aprire la strada a nuove forme di comunicazione ed aggregazione, prestandosi nello stesso tempo in maniera ideale allo studio dei comportamenti, modelli e abitudini degli utenti-consumatori e quindi a forme di pubblicità sempre più mirate e targetizzate. 

Chi usa i social network? Le ragazze piu’ di chiunque altro

La Rapleaf, una società specializzata nell’analisi della reputazione online, ha realizzato uno studio su poco più di 49 milioni di persone (dei quali il 90% statunitense) che usano almeno uno dei principali social network (MySpace, Facebook, Bebo, Hi5). Dai social network analizzati, sono stati rilevati il sesso e l’età degli utenti. I dati della ricerca, resi disponibili dalla Rapleaf, si possono leggere qui.

Uno dei risultati più interessanti ottenuti è quello secondo cui sono le ragazze ad usare molto più degli uomini i social network: le donne tra i 14 e i 24 anni dominano i social network e hanno più amici dei pari età maschi.

Inoltre lo studio ha rilevato che sia Myspace che Facebook sono utilizzati prevalentemente dai giovani con età compresa tra i 18 e i 24 anni: in particolare su Facebook si possono incontrare 1.685.029 ragazze e 977.753 ragazzi che appartengono a questa fascia d’età, mentre su Myspace ci sono 7.091.214 ragazze e 5.226.788 ragazzi di età compresa tra i 18 e i 24 anni.

Il solo social network in cui la fascia d’età prevalente, a cui appartengono gli utenti, è quella tra 25 e i 34 anni e nel quale i ragazzi tra i 18 e i 24 anni superano le ragazze è Linkedin.

E’ anche interessante notare che al crescere dell’età si nota un sorpasso degli uomini sulle donne, ad esempio gli uomini con più di 35 anni sono più attivi e hanno più amici delle donne della stessa età.

Facebook cambia look ed introduce la possibilità di votare le pubblicità

Facebook ha recentemente introdotto la possibilità per gli utenti di votare, positivamente o negativamente, le pubblicità presentate nella barra sinistra dei profili. Per la pubblicità di brand che vuole costruire una relazione con l’audience, le votazioni possono essere più utili del click through per capire i risultati, in termini di awareness, della campagna pubblicitaria.

Tuttavia la maggior parte della pubblicità presentata nella sidebar è costituita da “social ads“, che spesso possono essere di cattiva qualità e poco interessanti (annunci personali, offerte di prestiti, ecc.) per gli utenti del network. Questo sistema di voti, quindi, potrebbe aiutare a migliorare la qualità dalla pubblicità presentata su Facebook.

Facebook, inoltre, sta organizzando grandi cambiamenti, come la delicata operazione del re-design delle pagine dei profili.  Le nuove pagine saranno organizzate in tab: ci sarà una tab per il minifeed, una per le informazioni più stabili, una specifica per le foto e per ciascuna applicazione. In questo modo le informazioni relative ad un utente saranno suddivise in varie pagine, con il conseguente aumento delle pageviews.

La nuova versione, come anticipato da adage, semplificherà le pagine, permettendo di proteggere meglio la privacy degli utenti, la barra di ricerca sarà posizionata nella parte centrale della pagina (magari per ottenere delle revenue anche dalle ricerche), non ci saranno distinzioni tra i tag associati dal proprietario delle foto da quelli inseriti dagli altri visitatori.

Peter Corbett, CEO di iStrategyLabs,  a proposito di questi cambiamenti, si chiede se essi possano rendere Facebook il “sistema operativo del social web“.

Nell’ambito di questo processo di rinnovamento, infine, bisogna riconoscere a Facebook di aver tempestivamente informato gli utenti dei cambiamenti e di sollecitarne continuamente i feedback.

Nielsen Online: s’impennano i visitatori di LinkedIn, rallentano Myspace e Facebook

Nielsen ha recentemente pubblicato i dati relativi ad i visitatori unici dei principlali siti di social networking in USA. Nella tabella seguente sono messi a confronto i dati relativi ad Aprile 2008 con quelli dello stesso mese del 2007.

Dati Nielsen

(Credit: Nielsen, via CNET)

Dal confronto si vede come il social network che ha registrato la maggior crescita rispetto allo scorso anno è stato LinkedIn, ottenendo il 361% di visitatori unici in più rispetto ad aprile 2007 (non a caso recentemente si è parlato di una sua valutazione pari ad un miliardo di dollari)

La crescita di Myspace, invece, ha continuato a rallentare, infatti nell’ultimo mese ha registrato una crescita solo del 3%, decisamente più basso dei ritmi di crescita a cui era abituato questo network, che ad esempio ad agosto 2007 erano del 23% rispetto all’agosto dell’anno precedente. In ogni caso Myspace resta il network con più visitatori unici, con circa il 63% di visitatori in più rispetto a Facebook, che è il secondo social network più visitato. Lo scorso anno il gap di visitatori tra Myspace e Facebook era di circa il 75%.

Facebook dal canto suo continua a crescere anche se un pò più lentamente, con il 56% di in più di visitatori rispetto al 2007. L’incremento del 56% di Facebook non è cosi entusiasmante specialmente se si considera che in questo anno sono stati annunciati diversi miglioramenti, come la piattaforma di sviluppo che ha fatto molto parlare di questo network.

Tra i social network in difficoltà si registra il mondo digitale Club Penguin, acquistato da Disney l’anno scorso per 350 milioni di dollari, che è rimasto sostanzialmente stabile, perdendo circa il 7% di visitatori, rispetto ad aprile dello scorso anno (un dato molto negativo se si considera che tra agosto 2006 e agosto 2007 Club Penguin aveva aumentato del 250% i suoi visitatori unici).

I social network focalizzati sulla musica Imeem e Buzznet stanno invece crescendo molto, hanno ottenuto rispettivamente il 92% e il 104% di visitatori unici in più rispetto ad aprile dello scorso anno. Secondo l’articolo su CNet la crescita di questi due network si può spiegare grazie alle innovative strategie messe in atto: Imeem ha sottoscritto contratti di licenza con diversi produttori di video e di musica, mentre Buzznet ha acquisito blog musicali importanti, come Stereogum e Idolator.

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