Strategie social, HBO e Game of Thrones: come aumentare fan (invece di perderli) tra una stagione e l’altra

286 giorni.

286 giorni tra il finale di stagione della prima serie di Game of Thrones e l’inizio della seconda, previsto negli USA per domenica 1 aprile. Più di nove mesi che hanno visto, tra gli altri, l’avvento di Falling Skies e Terra Nova, l’avvio di Alcatraz già battezzato come il nuovo Lost e la competizione serrata con la première della quinta stagione di Mad Men, che sarà on air negli USA domani, domenica 25 marzo. In questi nove mesi di pausa i vari profili Facebook, Twitter e affini dedicati alla serie avrebbero potuto essere abbandonati, con il classico imbarazzo di chi non ha molto di nuovo da raccontare: e invece, al contrario, la loro popolarità è cresciuta moltissimo. Come?
In realtà, la formula adottata da HBO per Game of Thrones si basa su numerosi elementi:

1) Contenuti di altissima qualità. Anche mentre la serie non era in onda HBO ha continuato a produrre contenuti estremamente interessanti e curati, tra cui foto e video delle riprese in Croazia e in Islanda, le interviste esclusive agli attori e i profili dei personaggi della saga, i poster della seconda stagione anche nelle loro riduzioni per wallpaper e Twitter avatar.

2) Profili social molto attivi e diversificati. Sebbene i tre canali social principali utilizzati per Game of Thrones, Facebook, Twitter e Youtube, dialoghino strettamente tra loro, possiamo identificare alcune strategie diversificate. Prima di tutto HBO sceglie di avere un canale Youtube esclusivamente dedicato alla serie – scelta non banale: la quinquennale Mad Men non ce l’ha – e i numeri le danno ragione, con più di 33 milioni di visualizzazioni complessive dei video e quasi 72 mila iscritti al canale. Sul profilo sono numerosi i video di approfondimento che vanno oltre i contenuti delle serie, tra cui vari dietro le quinte e i profili dei personaggi e delle famiglie come Jon Snow e i Lannisters.

Sulla pagina Facebook ufficiale si possono invece distinguere due macro filoni tematici. Il primo, parafrasando il motto della House Stark, potrebbe chiamarsi Season 2 is coming: si tratta di tutti i contenuti che in qualche modo anticipano e ricordano il prossimo avvento della seconda stagione. Per quanto queste condivisioni siano molto frequenti e a tratti simili tra loro – negli ultimi due mesi sono stati condivisi non meno di 5 trailer – i fan non si stancano e continuano a moltiplicare like e share sulla pagina producendo in alcuni casi più di 50mila tra like, commenti e post quotidiani sulla pagina. Il secondo filone tematico è invece legato al Catch Up!,  ovvero al rivedere insieme le scene più belle e a ricordare le citazioni più amate. Per quanto non raggiungano i volumi di like e commenti dei nuovi contenuti, anche i video e le immagini già viste vengono apprezzati e condivisi.

Andamento per Total Engagement della pagina Facebook ufficiale di Games of Thrones (21-02/21/03 2012)

Anche l’account Twitter ufficiale della serie propone il doppio movimento nuovi contenuti+catch up, ma cerca anche di stimolare un maggior coinvolgimento sul profilo personale degli utenti suggerendo meme legati a hashtag tematici. Nelle ultime settimane molti utenti hanno aderito, descrivendo la serie con le parole proposte quali Fire, War e Cold. In effetti, con più di 250mila followers e un punteggio Klout di 73 punti Jim, il marketing manager e gestore dell’account Twitter della serie, non ha molta difficoltà a coinvolgere i fan.

3) Partnership. HBO ha attivato per Games of Thrones una serie di partnership che hanno permesso di dare ancor più valore ai propri contenuti e a tutto quello che è l’universo GoT, anche prodotto dai fan stessi. In questa direzione ha agito certamente l’accordo con Paper.li che ha realizzato per Games of Thrones il primo Branded Fan NewspaperPaper.li ha quindi realizzato uno speciale aggregato quotidiano delle centinaia di tweet legate a Games of Thrones, innescando un circolo virtuoso del buzz per cui una notizia interessante che veniva twittata poteva finire nel Paper.Li di Games of Thrones e da lì venire scoperta e ri-condivisa, con un movimento a espansione che aveva sempre come origine l’account collettore del brand.

Una seconda partnership è stata stretta con Miso, una nota piattaforma di social TV, per permettere ai fan di esperire la visione in Second Screen, commentando l’episodio in diretta. La partnership con un’altra piattaforma di social TV, GetGlue, ha invece portato alla realizzazione di una serie di web sticker esclusivi sbloccabili dai fan facendo check-in.

4) I libri e l’autore. Il quarto e ultimo elemento è il coinvolgimento di Martin, l’autore della saga A Song of Ice and Fire, a cui la serie Game of Thrones è (molto) fedelmente ispirata. Il primo capitolo della saga di sette romanzi fantasy è stato pubblicato nel 1996 e da allora la fama dell’autore e dell’opera è cresciuta, insieme al numero degli appassionati. Il quinto capitolo, A Dance With Dragons, è stato pubblicato in luglio 2011, meno di un mese dopo il finale della prima stagione della serie TV: romanzo e serie hanno certamente contribuito a rilanciare vicendevolmente l’interesse per l’uno e per l’altra. Martin, inoltre, è autore di un blog dal titolo Not A Blog in cui racconta il suo lavoro di scrittura e di promozione della saga e in cui spesso ripubblica contenuti prodotti dalla serie, come i trailer. Il coinvolgimento dell’autore nella produzione e nella promozione della serie, anche tramite i suoi canali social abituali, è un ottimo volano per garantire la transizione e il dialogo dei fan tra i romanzi e la serie TV (e viceversa).

Per concludere, non ci resta che aspettare cosa accadrà il 1 aprile in occasione della première. Stay tuned, ci saranno aggiornamenti (e, sì, un confronto con Mad Men)!

Videogiochi e console, la nostra ricerca su AdV di aprile

Il discusso finale di Mass Effect 3, l’enorme bug di Skyrim che blocca i giocatori dopo decine di ore di gioco, le formazioni da mettere in campo su FIFA e Pro Evolution Soccer, l’entusiasmo per la prossima uscita di Diablo 3 e la scelta delle armi più efficaci per Call of Duty 3: questi e molti altri i temi discussi su social media e social network a tema console e videogiochi. Quella che parla è una variegata comunità maschile, che si esprime soprattutto sui forum dedicati ai giochi preferiti e cerca consigli per completare le missioni, informazioni su grafica e trama, dettagli su potenza e funzionalità.

Abbiamo studiato il settore per un articolo che uscirà sul numero di AdV di aprile ’12. Mettete un promemoria, non vorrete perdere l’occasione di sapere se si parli più di Playstation o Xbox o quali siano i rumors sulle nuove console, vero?

Blogmeter e l’importanza dell’ascolto al Back To Basics/Officina della Comunicazione

I target non sono solo fogli excel” e “Non è la rete ad essere popolata di persone strane, è che non siamo abituati a sentire gli altri pensare”. Inizia così, sulle parole di Mafe De Baggis, la sessione conclusiva della terza e ultima giornata dell’Officina della Comunicazione, evento dal nutrito calendario di convegni e seminari che si è tenuto agli East End Studios di Milano tra il 18 e il 20 Maggio 2011.

Viviana Venneri di Blogmeter, insieme a Mafe de Baggis, Roberta Milano, Barbara Corti e Marco Brambilla hanno partecipato alla sessione pomeridiana del convegno Back to Basics con l’obbiettivo di riunire, attraverso le loro presentazioni, spunti e idee per “fare uscire la rete dalla rete”, per applicare gli insegnamenti appresi dal mondo online anche offline, e viceversa.

L’intervento di Blogmeter in particolare ha puntato ad enfatizzare i consigli utili per realizzare al meglio l’importante e delicata fase dell’ascolto delle persone nella social web.

Consigliamo, a chi non fosse riuscito a partecipare, di consultare il blog dell’ Lallodola dove è possibile scaricare un riassunto dei @RT più importanti della giornata e i link di slideshare:  http://www.slideshare.net/2back2basics e http://www.slideshare.net/Blogmeter/ascoltare-la-retetipstricks.

#morattiquotes: la campagna elettorale si sposta su Twitter

La battaglia elettorale milanese è ormai diventata una questione nazionale e la cascata incessante di tweets con l’hashtag #morattiquotes  degli ultimi giorni ne è la dimostrazione più eclatante: il 12 e il 13 maggio la sfida fra i due candidati sindaco di Milano, Letizia Moratti e Giuliano Pisapia, si è spostata su Twitter.

Dopo la spiacevole chiusura del faccia a faccia tra i due candidati andato in onda su Sky mercoledì scorso, in cui la Moratti  ha accusato Pisapia di essere “scampato” alla condanna per furto d’auto solo attraverso l’amnistia, gli utenti di Twitter si sono scatenati con le accuse più disparate.

Ecco qualche numero sulla partecipazione degli utenti e una selezione dei tweets degli influencers italiani effettuata da Blogmeter. Il rilevamento è stato effettuato sui messaggi in italiano comparsi con l’hashtag #morattiquotes tra il 12 e il 13 maggio. Buon divertimento!

True Blood: analisi del buzz online e costruzione identitaria

Quali significati simbolici gli utenti della rete attribuiscono al telefilm True Blood? E come usano, discorsivamente, tali simboli nella costruzione della loro identità di serial addicted? Queste domande cognitive fungono da punto di partenza per l’indagine del Centro Studi di Etnografia Digitale.

La ricerca sul buzz online italiano dedicato alla serie True Blood è stata condotta su dati Blogmeter.

L’elaborazione del Centro di Etnografia Digitale ha lavorato su vari livelli: il punto di partenza sono i cosiddetti Insight commerciali, ovvero la diffusione dei discorsi sul telefilm, la percezione della serie e l’analisi del gradimento legata ai singoli personaggi.

Fonte: "Il caso True Blood: consumo telefilmico su media digitali"

Successivamente l’analisi è stata diretta verso gli Insight culturali, ovvero la comprensione di come gli utenti serial addicted costruiscano le proprie narrazioni e rappresentazioni di Sé, attraverso circolazione di valori condivisi e la produzione di forme di vita comuni.

La sinossi della ricerca (e la possibilità di scaricare il documento completo) sono disponibili qui.

Buona lettura, e attenzione alla gola.

SocialMediAbility: le aziende italiane e il loro uso dei social media

Venerdì 14 gennaio 2011, presso l’Università IULM di Milano, si è svolto il convegno di presentazione dei risultati della ricerca “Il SocialMediAbility delle Aziende Italiane” condotta tra maggio e novembre 2010 da un team di lavoro gestito dal Prof. Guido Di Fraia.

L’indagine ha preso in analisi 720 aziende italiane di sei diversi ambiti: moda, elettronico, alimentare, banche, hospitality, pubblica amministrazione. Ne sono emersi dati molti interessanti e spunti di riflessione sia per il mondo aziendale che per gli addetti ai lavori in senso più generale. Ringraziamo per i loro interventi: Andrea Genovese, Andrea Santagata, Alessandro Papini, Leonardo Bellini e Roberto Grossi.

I risultati sono disponibili anche su slideshare.

L’evento è stato anche la cornice ideale per la cerimonia di consegna degli attestati ai partecipanti all’edizione 2010 del Master in Social Media Marketing & Web Communication, conclusasi lo scorso dicembre. Blogmeter è partner del Master dalle sue origini e parteciperà anche alla terza edizione 2011.

[Osservatorio Mondiali 2.0...10] Per gli utenti web, il Mondiale lo vincono Sneijder, Caressa, Maradona e…il polpo Paul. Bocciati azzurri e vuvuzelas.

I risultati del nostro “Osservatorio Mondiali 2.0…10″ pubblicati su City, su Key4biz, su Goal.com e su a pag. 13 del DailyOnline del 16 luglio (qui il link alla versione online con accesso riservato).

Update: il post conclusivo dell’Osservatorio è stato ripreso anche su NextInnovation con il titolo Quel che resta dei mondiali.

Durante il mese di svolgimento dei Mondiali sono stati rintracciati più di un milione di messaggi a tema scandagliando 400 comunità, 70 mila blog e i social network Facebook, Twitter e FriendFeed. Trecentomila messaggi sul fallimento dell’Italia, 70mila sull’inno di Shakira, “Waka, Waka” e 29mila sull’allenatore dell’Argentina Diego Armando Maradona. Oltre alle 20.300 volte in cui la parola vuvuzela è stata accostata all’aggettivo noioso o fastidioso, colpiscono le 50mila persone che, su Facebook, si sono iscritte al gruppo dedicato al polpo Paul. Tra i commenti dedicati agli azzurri, gli unici complimenti sono per Quagliarella e Pirlo (“cavalli di razza in mezzo a un branco di asini”). Uno degli argomenti preferiti dagli internauti riguarda i commentatori tv: in 17mila si sono scagliati contro le scaramucce tra Collovati e Tombolini durante la trasmissione Notti Mondiali (RaiUno), 4mila hanno aderito su Facebook al gruppo intitolato “Io odio Salvatore Bagni” mentre 2800 hanno citato Fabio Caressa e le sue “poetiche introduzioni” alle partite.


Anche Blogmeter festeggia il Social Media Day

Il 30 giugno è stata  la giornata consacrata ai Social Media, la rivoluzione mediatica che ha stravolto le regole del dialogo rendendolo più social e globale. L’idea di Peter Cashmore, fondatore di Mashable e ideatore della giornata mondiale dei Social Media, ha visto il coinvolgimento di 90 paesi e l’organizzazione di  più di 690 Mashable Meetups a cui hanno partecipato circa 11.401 persone.

I festeggiamenti italiani hanno coinciso con i 5 anni di attività di Meet the Media Guru: la Mediateca di santa Teresa, è stata la sede dello scambio di opinioni, idee e testimonianze tra guru, curiosi e professionisti, accomunati dalla passione per il mondo dei Media Sociali.

Tra interessanti spunti di riflessione e  momenti di socializzazione con i propri vicini di prato… anche noi abbiamo contribuito a costruire il “libro dei volti” come ricordo della festa  Social.  E ora vogliamo vedere le foto! :)

Grazie a tutta l’organizzazione e arrivederci al prossimo anno.

Gossip economy, passaparola e reputazione su Radio 24

Martedì 1 giugno Sacha Monotti è intervenuto nel programma Italia in controluce di Radio 24, parlando di gossip economy, monitoraggio della reputazione online e possibili azioni correttive.

Per chi fosse interessato, qui il podcast (l’intervento è nella  seconda parte del programma).

Buon ascolto!

Fashioncamp: la moda tra bloggers e sostenibilità

Metti un sabato al Fashion Camp. Metti un sabato di risveglio un po’ tardivo e una passeggiata nell’animato quartiere cinese in Paolo Sarpi. Metti il camp, con tanti volti noti e un’atmosfera a metà tra una festa nel parco e un mercato rionale.

Diciamolo subito: ci siamo divertite. Abbiamo passeggiato tra le esposizioni di vestitini fatti a mano, abiti di tela ispirati alla serie di Fibonacci e orecchini a forma di teiere. Abbiamo fatto la foto in rosa con i cerchietti di Camomilla. Abbiamo guardato con un pizzico di invidia le ragazze impegnate nei workshop in grado – loro, sì! – di disegnare una borsetta. E anche raccolto un sacco di gadget e moltissimi bigliettini colorati.

Tuttavia, la parte più interessante è stato notare che alla leggerezza dei pizzi colorati e dei tacchi svettanti è possibile abbinare un impegno serio e profondo per il rispetto dell’ambiente e della sostenibilità. Ne hanno parlato, tra le altre, anche le Miss Waste di Venette Waste, che hanno sfilato per protestare contro l’inquinamento da petrolio.

In realtà, il passaparola che mira al riciclo e al riuso di vestiti, tessuti e accessori fashion è sempre più attivo sul web 2.0. A chi si fosse perso il momento di baratto collettivo di sabato pomeriggio consigliamo, tra gli altri, anche la Swap room di friendfeed – sempre ricca di occasioni vintage.Ma la rete viene utilizzata anche per cercare o lanciare nuovi trend o nuove forme di arte, che ibridano fashion, ironia e guerrilla – come nell’unconference di Marco Santaniello.

Come sempre, grazie a tutti gli amici che gravitano intorno a The Hub per l’ospitalità. L’open space con il tetto trasparente, il piccolo giardino e gli sgabelli con i nanetti sono stati davvero molto, molto accoglienti.

E come non ringraziare anche tutto il team che ci aggiudicato il primo premio dello Stiletto Contest?  Grazie mille, useremo la nuova macchina fotografica Kodak per tutte le immagini dei prossimi camp. Vi lasciamo con una promessa finale: l’anno prossimo, ci proviamo. A venire con un tacco 12.

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