Archivio per la categoria 'WOM'

La product experience genera word-of-mouth? Sicuramente più della pubblicità…

Secondo i dati della Nielsen CGM/Homescan Buzzfacts, la pubblicità e le promozioni sia online che sui media tradizionali spingono poche persone a postare o scrivere messaggi nei forum o nei loro blog: solo il 18% degli utenti ha affermato di citare nei propri blog o sui forum le promozioni dei prodotti. Quello che spinge davvero i consumatori a parlare dei prodotti è la “product experience”: infatti il 55% dei consumatori ha affermato di aver scritto a proposito di un prodotto che hanno usato e che li ha soddisfatti, mentre il 28% ha postato a proposito di un prodotto che hanno provato ma non li ha soddisfatti e avrebbero voluto un rimborso. Il 27% inoltre ha affermato di aver letto un commento su un prodotto e di aver risposto a questo commento.

La “product experience” riguarda sia la qualità del prodotto che del customer service, ha ricordato Pete Blackshaw, EVP di Nielsen Digital Strategic Services (DSS), il nuovo servizio, inaugurato con un seminario online su come usare i Consumer Generated Media per la brand advocacy.

Se il volume del word-of-mouth a proposito di un prodotto dipenderà dalla qualità del prodotto e del suo customer service, realizzare campagne virali con un prodotto cattivo o su caratteristiche deboli dell’azienda può essere un grosso rischio. Infatti gli user-generated-content (negativi) ottengono spesso un ottimo posizionamento sui motori di ricerca e quindi hanno sempre più il potere di incidere sulla profittabilità dell’utente e sul valore del brand e dell’azienda.

Secondo Blackshaw, quindi, bisogna presidiare l’advocacy del brand e qualunque componente dell’azienda deve essere coinvolto nell’ascoltare le conversazioni che si realizzano online, in modo da migliorare il customer service, fornire risposte veloci alle lamentele dei consumatori, identificare i loro bisogni e le nuove opportunità di prodotto. La Nielsen ha anche definito il  “Brand Advocacy Quotient” (BAQ), un indice ottenuto combinando i risultati ottenuti sia analizzando i CGM che i siti e i sondaggi, per determinare se e quanto i consumatori sostengono o denigrano un brand.

Per ottenere e mantenere una buona brand advocacy, le aziende dovranno essere oneste e trasparenti. Quelle che lo stanno già facendo hanno già ottenuti buoni risultati, anche dal punto di vista del ritorno economico, come dimostrato da una ricerca realizzata dall’Aberdeen Group e presentata da Jeff Zabin. Secondo questa ricerca, infatti, l’84% delle aziende che monitorano I social media e li integrano del processo di decision-making hanno visto migliorare anno per anno la customer retention, aumentando il ROI degli investimenti sui media e la capacità di predire il comportamento dei consumatori.

Ricerche in pillole: Il caso Speed Racer

Che il passaparola costituisca da sempre un fattore determinante per il successo di un film (ma anche di un libro oppure di una canzone) non è certo una novità.

Di nuovo c’è che oggi la “versione digitale” del passaparola, ossia quello che si diffonde online sulla blogosfera, le comunità dedicate (al cinema) ed i social network, può essere tracciata, misurata ed analizzata.

Insieme a ScreenWEEK, abbiamo sviluppato uno strumento di analisi del passaparola cinematografico online allo scopo di fornire agli operatori del settore un valido mezzo per leggere ed interpretare i segnali che si possono raccogliere all’interno dei social media italiani nei confronti di un film (ma ache di un home video) in uscita.

Per far comprendere meglio le potenzialità dello strumento, insieme a Davide Dellacasa, editore di ScreenWEEK, abbiamo deciso di inziare a pubblicare una serie di “ricerche in pillole” relative ad alcuni blockbuster di prossima uscita.

Per iniziare abbiamo scelto: Speed Racer (non esattamente un gran successo pare….)

Intervento a “Conversazioni dal basso” e la ricerca “I social media in Italia”

Finalmente trovo il tempo per ringraziare Fabio per avermi dato l’opportunità di confrontarmi, al workshop ”Conversazioni dal basso“, con altri due autorevoli specialisti come Vincenzo e Gianluca sui temi della misurazione e dell’analisi delle conversazioni online. Credo che il panel sia stato interessante sia per il pubblico che per i partecipanti (lo è stato sicuramente per me).

Qui potete trovare il video che documenta la prima parte dell’intervento

Qui tutti i video relativi alla conferenza (i primi 5 sono relativi al nostro panel)

 Il giorno prima la LaRiCA, organizzatrice dell’evento, aveva presentato la ricerca  ”I social media in Italia” volta  ad indagare l’utilizzo dei social media da parte degli italiani. 

Numeri chiave:

- Ci sono circa 3 milioni di blogger in Italia, il 57% dei quali aggiorna il blog almeno una volta a settimana

- Il 75% circa dei blogger hanno una età compresa tra i 18 ed i 29 anni

- Sono circa 10 milioni gli Italiani che hanno letto almeno una volta un blog

- 4,5 milioni di Italiani sono iscritti ad un social network come MySpace o Facebook

Il resto lo trovate qui sotto

 

 

Una conversazione sui social media a Torino

Domani, su invito del caro Axell, saremo a Torino in Piazza Carlo Alberto a parlare di social communities, conversazioni on line, Buzz, Meme, Classifiche, evoluzione della divulgazione scientifica e tecnologica.

Alla chiacchierata, che si tiene sotto il tendone della settimana della scienza, partecipano anche Giorgio Gianotto ed Enrico “Suzukimaruti” Sola.

Dovrebbe essere divertente…

Come non detto. Evento annullato. Pare che sotto il tendone faccia troppo caldo (!?!?).

Sarà per la prossima volta.

Marketing non convenzionale vs tradizionale

Ecco il nuovo spot di Crazy Marketing:

Credits:
Agency: Socialware
Players: Filippo Giardina e Mauro Fratini (NonRassegnataStampa.it)
Director: Luca Mobilio
Guest Star: Katia

Misurare il passaparola online: BlogMeter su Nova24

Analizzare il passaparola online su Nova24

Ecco l’articolo di Luca Conti apparso sull’ultimo numero di Nova24, sulla misurazione del passaparola online.

Ringrazio Luca per aver incluso BlogMeter tra le principali società che offrono un sistema di monitoraggio ed analisi del buzz e della reputazione online.

p.s Un ringraziamento va anche al buon Cosimo per avermi avvertito giovedi mattina (era il primo maggio!) dell’esistenza dell’articolo ;-)

L’agenzia delle entrate pubblica online le dichiarazioni dei redditi degli italiani: cosa ne dice la rete?

Certi eventi prendono un po’ di sorpresa e catturano totalmente l’attenzione, monopolizzando le conversazioni. Dal monitoraggio di Blogmeter di una parte importante della blogosfera che si interessa di politica, sembra che la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi degli italiani da parte dell’Agenzia delle Entrate sia uno di questi eventi.

Per dare un’idea, ecco come appariva la concept cloud (ovvero una selezione di temi rilevanti calcolata dai nostri algoritmi di analisi e rappresentata in forma di tag cloud) il 30 aprile, cioè il giorno della pubblicazione delle dichiarazioni:

Concept cloud monitoraggio politico del 30 aprile 2008

Ed ecco come appariva il giorno prima, il 29 aprile, un tranquillo giorno di post-elezioni:

Concept cloud monitoraggio politico del 29 aprile 2008

Non c’e’ dubbio: l’argomento ha catturato l’attenzione…

Per completare il quadro, questi sono i due “memi” principali della giornata del 30 aprile (calcolati usando i backlinks; la dimensione del titolo rappresenta la distanza dalla fonte citata).

La pagina più linkata è la pagina in cui il Corriere ha dato notizia della pubblicazione:

Backlinks alla notizie della pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi

La seconda pagina più linkata è l’homepage del sito dell’agenzia delle entrate (fatto che da solo ha un che di sorprendente):

Backlinks al sito dell\'agenzia delle entrate il 30 aprile 2008

Concludiamo il quadro con un grafico che riporta il trend di popolarità (numero di citazioni) di Vincenzo Visco negli ultimi 30 giorni fino al 30 aprile compreso:

Popolarità Vincenzo Visco aprile 2008

Decisamente un bel picco…

Di chi si fidano i consumatori? Molto degli amici, poco dei blogger…

Jeremiah Owyang, in questo post, cerca di dare una risposta alla spinosa questione: di chi si fidano le persone? Per farlo cita tre ricerche diverse che giungono alle stesse conclusioni: le persone si fidano soprattutto dei “loro pari” e di coloro che conoscono, mentre nutrono poca fiducia nei blogger e nei  cosidetti influenzatori.

La prima ricerca citata da Owyang è stata realizzata da Forrester e ha concluso che i consumatori USA, quando devono acquisire informazioni relative ad un prodotto oppure ad un servizio, si fidano innanzi tutto dei consigli provenienti dai loro amici (83%), poi delle recensioni che si trovano sui giornali o in televisione (75%), al terzo posto delle notizie sul sito web aziendale (69%). All’ultimo posto della classifica delle fonti di informazioni ritenute più affidabili si posizionano le recensioni del blogger (30%). Questi dati, secondo Josh Bernoff, devono spingere le aziende ad ascoltare, apprendere e influenzare le recensioni dei consumatori stessi e non a focalizzarsi solo sugli influenzatori o nella creazione dei loro siti web.

La seconda ricerca presa in considerazione da Jeremiah Owyang è il Trust Barometer della Edelman. Il Trust Barometer 2008 ha rilevato che il 58% delle persone tra i 35 e 64 anni, intervistate in 18 Paesi diversi, si fidano di “una persona come me”, mentre solo il 14% si fida dei blogger.

Infine c’è lo studio realizzato dalla Pollara, azienda canadese di ricerche di mercato,  su un campione di 1.100 persone. L’80% degli intervistati ha affermato di prendere in considerazione la possibilità di comprare un prodotto suggerito da amici o parenti, mentre il 23% sceglie in base alle recensioni di blogger molto conosciuti. Per questo, secondo Robert Hutton, general manager di Pollara, è necessario distinguere tra popolarità e credibilità e individuare chi sono le persone davvero capaci di influenzare le decisioni di acquisto.

Jeremiah Owyang, in base ai risultati di queste ricerche, consiglia (alle aziende) di dedicare un pò meno tempo ai cosidetto “influenzatori” e di concentrare invece i propri sforzi nel cercar di stabilire un dialogo aperto ed attivo con i consumatori, analizzando attentamente i siti di review, dove i consumatori criticano le aziende, si confrontano tra di loro e decidono quali prodotti acquistare. E noi ci troviamo pienamente in accordo con lui.

p.s. Ed io che continuo a scrivere post sperando che qualcuno mi dia retta! ;-)

Ma quanto chiacchierano le mamme online!

Le giovani mamme e le donne in “dolce attesa” sono le regine incontrastate del passaparola online! Ad affermarlo è una ricerca realizzata dal Keller Fay Group su un gruppo di 1721 mamme, scelte attraverso il “21st Century Mom Panel”, di BabyCenter’s, per indagare le caratteristiche specifiche delle loro conversazioni. Il questionario richiedeva alle mamme anche di scegliere, tra 14 categorie merceologiche, i prodotti o le marche di cui avevano parlato (sia su internet che nelle conversazioni faccia a faccia) nelle 24 ore precedenti.

La ricerca ha rilevato che le mamme sono impegnate a conversare online il 33% in più degli altri utenti di internet. Questa maggiore propensione a discutere online può essere spiegata con il fatto che il 76% delle neo-mamme U.S.A. usano la rete per ricercare sostegno e consigli.

Dal punto di vista della marketing intelligence, è molto interessante il fatto che ben il 60% di queste discussioni contengono suggerimenti a proposito di prodotti da comprare o da provare e che quasi il 70% di questi consigli sono considerati molto credibili dalle utenti. Tanto credibili da riuscire ad influenzare le decisioni di acquisto, in quanto il 51% delle intervistate afferma che decide di acquistare un prodotto in base a quanto letto online. Anche se il 64% delle conversazioni riguardano i prodotti per bambini, le mamme discutono anche di molte altre categorie merceologiche, tra le quali, le più diffuse sono risultate: i prodotti alimentari, i mezzi di comunicazione ed intrattenimento e la salute.

Non mancano le iniziative delle aziende per intercettare il target delle “mamme on line”: da l social network dedicato, Vocalpoint, di Procter&Gamble al “Camp Baby” (molto criticato per aver impedito alle mamme di portare i bambini) realizzato da Johnson&Johnson con lo scopo di creare un forte legame con le 56 mamme-blogger invitate.

Anche in Italia le comunità online dedicate alle mamme sono da tempo tra (se non LE) più attive.  Un dato per tutti: a partire dal mese di gennaio 2008 Blogmeter ha identificato ed analizzato oltre un milione  di messaggi “user generated” all’interno di social media dedicati alle neo-mamme o comunque a tematiche relative alla gravidanza, quali ad esempio Gravidanzaonline, Quimamme ed Alfemminile, il che corrisponde ad oltre 3,2 milioni (di messaggi) l’anno!

Ma di cosa discutono le mamme italiane sul web? In generale abbiamo riscontrato che parlano prevalentemente della loro condizione di mamme: come si sentono da quando hanno scoperto di aspettare un bambino, che problemi hanno affrontato durante la gravidanza, quali emozioni hanno provato quando è nato il bambino (e come l’hanno chiamato naturalmente!), com’è cambiato il loro rapporto con il partner, come pensano di accudire ed educare i loro bambini. Nel raccontare questi episodi chiedono e ricevono consigli sui temi più svariati (sempre legati naturalmente alla loro condizione di mamme o future tali), e si scambiano spesso consigli sia sui prodotti da acquistare che su quelli da NON comprare.

In effetti, come testimoniato anche dalla ricerca del Keller Fay Group, nell’arco di pochi mesi le neo-mamme si trovano a dover effettuare tutta una serie di decisioni di acquisto molto rilevanti e costose come ad esempio scegliere i pannolini più adatti (meglio i lavabili ed ecologici o gli usa e getta e tra gli usa e getta meglio quelli di marca: Pampers, Huggies, Chicco… o quelli “private label”…) il lettino ed il passeggino più idoneo, gli alimenti (latte, pappine ecc.) più adeguati, le cure più idonee per curare le diverse patologie che possono colpire una mamma o un bebè ecc. ecc. e per “cercare consiglio”, dato che spesso non hanno alcuna esperienza in materia (sopratutto se si tratta di una prima gravidanza),  si consultano online.

E quali sono le categorie merceologiche ed i prodotti più discussi dalle mamme italiane?

Stay tuned e lo saprete presto ;-)

Problemi col buzz marketing?

 Terzo spot del crazy marketing network…a me sembra molto carino….a voi?

Credits:
Agency: Socialware
Players: Filippo Giardina e Mauro Fratini (NonRassegnataStampa.it)
Director: Luca Mobilio

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