Archivio per la categoria 'Software'

Ricerche in pillole: Il caso Speed Racer

Che il passaparola costituisca da sempre un fattore determinante per il successo di un film (ma anche di un libro oppure di una canzone) non è certo una novità.

Di nuovo c’è che oggi la “versione digitale” del passaparola, ossia quello che si diffonde online sulla blogosfera, le comunità dedicate (al cinema) ed i social network, può essere tracciata, misurata ed analizzata.

Insieme a ScreenWEEK, abbiamo sviluppato uno strumento di analisi del passaparola cinematografico online allo scopo di fornire agli operatori del settore un valido mezzo per leggere ed interpretare i segnali che si possono raccogliere all’interno dei social media italiani nei confronti di un film (ma ache di un home video) in uscita.

Per far comprendere meglio le potenzialità dello strumento, insieme a Davide Dellacasa, editore di ScreenWEEK, abbiamo deciso di inziare a pubblicare una serie di “ricerche in pillole” relative ad alcuni blockbuster di prossima uscita.

Per iniziare abbiamo scelto: Speed Racer (non esattamente un gran successo pare….)

Intervento a “Conversazioni dal basso” e la ricerca “I social media in Italia”

Finalmente trovo il tempo per ringraziare Fabio per avermi dato l’opportunità di confrontarmi, al workshop ”Conversazioni dal basso“, con altri due autorevoli specialisti come Vincenzo e Gianluca sui temi della misurazione e dell’analisi delle conversazioni online. Credo che il panel sia stato interessante sia per il pubblico che per i partecipanti (lo è stato sicuramente per me).

Qui potete trovare il video che documenta la prima parte dell’intervento

Qui tutti i video relativi alla conferenza (i primi 5 sono relativi al nostro panel)

 Il giorno prima la LaRiCA, organizzatrice dell’evento, aveva presentato la ricerca  ”I social media in Italia” volta  ad indagare l’utilizzo dei social media da parte degli italiani. 

Numeri chiave:

- Ci sono circa 3 milioni di blogger in Italia, il 57% dei quali aggiorna il blog almeno una volta a settimana

- Il 75% circa dei blogger hanno una età compresa tra i 18 ed i 29 anni

- Sono circa 10 milioni gli Italiani che hanno letto almeno una volta un blog

- 4,5 milioni di Italiani sono iscritti ad un social network come MySpace o Facebook

Il resto lo trovate qui sotto

 

 

Intervista a Matt Mullenweg

Non perdetevi l’intervista di Marco a Matt (che mi ha anche visto nell’insolita parte di cameraman!).

Qui trovate l’articolo integrale pubblicato su Apogeo.

Qui un’estratto della video intervista (con tanto di sottotitoli in Italiano!)

Ho mangiato il gelato con Matt (Mr. WordPress)!

Ieri ho avuto il piacere di conoscere Matt Mullenweg (fondatore della piattaforma di blogging opensource WordPress e di WordPress.org su cui è ospitato questo blog) al I Wordcamp organizzato, tra gli altri, dal buon Wolly presso la splendida location dell’old fashion cafè di Milano.

Highlights dell’evento:

- l’intervento di Matt, ragazzo che nonostante la giovanssima età (24 anni!) ha dimostrato grande disinvoltura  e saggezza per esempio rispondendo a chi gli chievdeva “come avrebbe speso i soldi del nuovo round di finanziamenti?”: “…ma una parte la teniamo in banca in attesa che l’imminente crisi che sta per colpire gli USA si esaurisca ”

- il gelato preso con Matt, Marco e i simpaticissimi membri del ”dream” team di Linklift (dove non ti assumono se non parli almeno 4 lingue!) nel parco sempione

- l’intervista di Marco a Matt che mi ha visto, per la prima volta, nella parte di cameraman (di questi tempi non fa mai male imparare una nuova professione :-) )

- aver conosciuto Antonio e Lalui che mi ha promesso un invito per la prossima Girl Geek dinner   :-) (non è vero niente, il 23 maggio non sarò neanche a milano…ma spero che prima o poi qualche girl mi “adotti” per una delle prossime cene ;-) )

alla prossimaaaaaaaaaaaa

Misurare il passaparola online: BlogMeter su Nova24

Analizzare il passaparola online su Nova24

Ecco l’articolo di Luca Conti apparso sull’ultimo numero di Nova24, sulla misurazione del passaparola online.

Ringrazio Luca per aver incluso BlogMeter tra le principali società che offrono un sistema di monitoraggio ed analisi del buzz e della reputazione online.

p.s Un ringraziamento va anche al buon Cosimo per avermi avvertito giovedi mattina (era il primo maggio!) dell’esistenza dell’articolo ;-)

Marco Varone su “Che cos’è un motore di ricerca semantico”

Vale la pena rilanciare e commentare questa intervista a Marco Varone su Punto Informatico, almeno per questa affermazione:

“Oggi non è pensabile un motore di ricerca (semantica) per tutto il web come Google - prosegue Varone - ma per alcuni settori, quando il problema non è troppo complesso e ci si limita ad un contesto specifico, è possibile implementare soluzioni che consentono di guadagnare tempo e ottenere risultati migliori”

Rispetto alle mirabolanti promesse di alcuni (powerset, hakia, lo stesso Varone in altri interventi) questo approccio ci riporta in un situazione un po’ più realistica.

Chi si occupa di linguistica o di intelligenza artificiale è abituato, infatti, a trovarsi a che fare con situazioni come questa: il problema è interessante ma è davvero molto complicato da risolvere, sarebbe bellissimo avere una soluzione universale che vada bene per tutte le istanze del problema, ci promettiamo che la avremo entro il prossimo anno (o lustro o secolo) e poi non riusciamo a farcela.

Di fronte a questi problemi che resistono alla soluzione, le reazione sono due. La prima è sfidare virilmente la difficoltà, affermando che il problema è risolvibile e basta risolverlo, ci vorrà tempo e denaro ma ce la faremo (addirittura alcuni dcono che è già stato risolto, ma di solito sanno che non è vero). La seconda è indebolire gli obiettivi e accontentarsi di risolvere il problema non nel caso generale, ma in alcuni (possibilmente tanti) casi particolari.

Continua a leggere ‘Marco Varone su “Che cos’è un motore di ricerca semantico”’

Una chiacchierata con Carlo Bruno per parlare di BlogMeter

Qui potete trovare il resoconto di una piacevole “chiacchierata” con Carlo Bruno che ci ha chiesto di raccontargli qualcosa di BlogMeter e dell’ascolto della rete in generale.

 buona lettura!

Wikia toolset: il software open source per creare social network di nicchia

Wikia, la comunità di wiki (commerciali) indipendente, fondata da Jimmy Wales e Angela Beesley, ha rilasciato dei nuovi componenti  per il social networking sotto la licenza GNU General Public License 2.0. Grazie a questi strumenti chiunque sia in grado di installare un Mediawiki su di un server potrà creare un social network opensource. Ci sono già due grandi community online che usano gli strumenti di social networking di Wikia: la community sportiva ArmchairGM e la neonata Halopedia.

Il codice sorgente rilasciato di recente (la Social Profile extension di Mediawiki)  permette di creare i profili, caricare gli avatar, aggiungere gli amici o bloccare i “nemici”, la possibilità di lasciare dei messaggi nelle pagine degli altri utenti come accade con il Wall su Facebook o di inviare i messaggi a dei gruppi di amici.

Gli strumenti di Wikia permettono di unire le caratteristiche del wiki con quelle dei social network: oltre a realizzare un sito facile da modificare da parte di chiunque, si potranno creare più punti di contatto con gli utenti del sito che potranno contribuire alla produzione dei contenuti del sito.

Il rilascio di questo codice sorgente, secondo Marshall Kirkpatrick, potrà avere delle conseguenze anche sull’organizzazione degli altri siti di social news o di social networking, perché grazie a questi strumenti gli utenti potranno costruirsi facilmente delle community di nicchia, nelle quali discutere e segnalare le notizie che preferiscono, senza dover ricorrere ai grandi social news aggregator, quali ad esempio Digg o Reddit.

Blogmeter e Spindoc: insieme per analizzare il buzz elettorale nostrano

E’ da tempo che cerchiamo di stabilire delle collaborazione proficue con ”esperti” di marketing e comunicazione in grado di dimostrare efficacemente il potenziale insito nelle informazioni provenienti dal nostro sistema di misurazione del buzz online: Blogmeter.

La “partnership” che abbiamo stretto con Spindoc, ed Antonio Sofi in particolare, va proprio in questo senso.

 La “lettura” che Antonio ha dato ieri su Spindoc dei dati di BlogMeter sul buzz online relativo ai candidati premier ed i loro rispettivi partiti politici ha “dato vita” (e lustro) ai nostri dati, dimostrando in maniera semplice ma estremamente efficace il tipo di “spunti” che si possono ottenere da un’analisi puntuale del passaparola online.

Ma naturalmente questo primo esperimento di political buzz monitoring non vuole esaurirsi in un’unica puntata…ma bensi intende diventare un appuntamente fisso per gli aficionados delle statistiche/metriche web2.0.

Web semantico e/o semantic web: io sono più semantico di te

Adesso che siamo tutti almeno un po’ semantici (ricerca semantica, motore semantico, tecnologia semantica, web semantico…) dobbiamo iniziare a distinguerci. Infatti, a quanto pare c’e’ semantica e semantica e non tutte le semantiche sono uguali.
In pratica la situazione è:
- ci sono quelli che usano semantica nel senso di semantic web: per costoro la rete deve diventare una gigantesca macchina inferenziale fondata su più o meno arcani sistemi di metadati (e accora più arcani sistemi di rapprsentazione di essi)
- ci sono quelli che usano semantica nel senso di approcci probabilistici (approcci bayesiani, latent semantic analysis e simili). Fino a poco tempo questi erano gli unici a parlare di semantic search; per costoro il significato emerge, in qualche modo, da complicati ragionamenti sulle occorrenze e co-occorenze di elementi linguistici (o anche non linguistici).
- ci sono quelli che usano semantica come sinonimo di “qualunque che cosa che faccia un’analisi del testo che vada oltre i caratteri di cui è composto”. Per costoro anche una semplice normalizzazione morfologica (che consente di trattare cane e cani come la stessa forma)  è semantica.
- ci sono quelli che usano semantica come sinonimo di semantica lessicale. Per costoro vale il seguente ragionamento: i significati e le relazioni tra significati, da che mondo e mondo, stanno nei dizionari; io ho un grosso dizionario, quindi faccio  analisi semantica. Talvolta questi grossi dizionari, magari specifici di dominio, sono chiamati ontologie. L’uso del termine “ontologia” al posto di “dizionario” ha, in molti contesti (non tutti, chiaramente), lo stesso ruolo comunicativo dell’uso del termine “rinite” al posto del termine “raffreddore”.

Indiscutibilemente la parola “semantica” sta subendo un processo di perdita di significato, almeno nel mondo IT (e in certi meandri della stampa tradizionale). Per fortuna i filosofi, i logici  e gli scienziati cognitivi si occupano poco di IT e quindi sui nostri blog e siti web e brochure possiamo dire quello che ci piace senza paura di essere corretti. Tuttavia ci teniamo a ribadire un concetto di una certa importanza (e anche di una certa ovvietà).

Continua a leggere ‘Web semantico e/o semantic web: io sono più semantico di te’

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