Google Adplanner e Trends for websites

Pare che Google stia per rilasciare, in forma gratuita naturalmente, uno strumento per la pianificazione di campagne online denominato Adplanner, che dovrebbe incrociare dati provenienti dal motore di ricerca con altre informazioni provenienti da terze parti (non meglio precisate) per determinare il profilo demografico di ogni sito web. Ciò dovrebbe aiutare le agenzie a scegliere i siti che sono più aderenti al loro target di riferimento indipendentemente da quello che dicono gli editori. Non oso pensare alle potenziali ripercussioni che la sua diffusione potrebbe avere sul mercato del internet planning!

E non è tutto, qualche giorno fà Google ha rilasciato anche (Google) Trend per Websites che permette di confrontare il traffico tra siti web diversi…provare per credere.

libero.it; alice.it; repubblica.it; yahoo.it

Unique Visitors Chart

 

I profili dei consumatori sui social media

Molte aziende stanno iniziando a pensare di investire una quota maggiore del loro budget di advertising e comunicazione sui social media, ma la domanda che si pongono maggiormente è:

- Come fare a sapere se i propri consumatori utilizzano i social media?

- E di quali social media fanno maggiormente uso?

La Simmons Research, che dal 1960 analizza le abitudini dei consumatori USA, ha recentemente esteso i suoi studi anche ai social media, stilando i profili dei consumatori dei social media: cinque di questi profili sono stati derivati dai 38 profili dei consumatori già esistenti, gli altri sono basati su dati socio-demografici.

  • Socially isolated: sono persone generalmente infelici della loro vita e che si sentono sole, tanto che usano meno della media degli utenti l’e-mail, ma hanno il 12% di probabilità in più della media di usare i social network e di commentare sui blog.
  • Approval seekers: sono persone a cui piace seguire la moda e le nuove tendenze, comprando quello che comprano le altre persone, perciò usano i social media per incontrare persone con le stesse opinioni, ottenere suggerimenti su cosa comprare. Usano l’e-mail e gli istant messanger oltre la media degli altri utenti.
  • Health and image leaders: sono persone molto attente alla salute ed al benessere, all’alimentazione e alla lotta all’invecchiamento. Hanno meno di 50 anni e preferiscono leggere i blog che trattano di televisione, videogame, musica e letteratura. Più della metà di questo segmento accede ai social network più di due volte al mese.
  • Smart green: sono i sostenitori dei prodotti riciclati ed evitano quelli inquinanti, hanno più di 50 anni e ricercano online informazioni finanziare e sulla salute. La loro partecipazione ai social network, blog e podcast è nella media. Usano cartoline d’auguri elettroniche per evitare il taglio degli alberi.
  • Brand-loyal: questo gruppo di consumatori non si fida di comprare brand sconosciuti. Alcuni argomenti li attirano particolarmente verso i social media. Hanno il circa il 20% di possibilità in più di leggere blog ambientali e di partecipare a social network professionali per trovare nuovi contatti.
  • Stay-at-home moms: donne tra i 25 e i 49 anni che hanno almeno un bambino a casa. Usano i social network anche per ottenere consigli su come essere genitori e leggono i blog sull’argomento 5 volte in più della media. Sono autori di blog in una percentuale più alta della media, ma non amano i podcast.
  • Upscale grays: sono consumatori con più di 50 anni, hanno un’istruzione superiore e guadagnano più di 100.000 dollari l’anno, ma usano poco i social media: leggono i blog e forum, chattano quasi il 40% in meno  della media e usano i social network il 70% in meno della media. Fanno eccezione solo i siti di social network, a cui partecipano con una percentuale superiore alla media.
  • First-time home buyers: chi deve acquistare una casa ha ottime probabilità di cercare informazioni online a proposito di tutto quello che riguarda la proprietà di un’abitazione. Questo gruppo di consumatori è composto da persone con meno di 35 anni molto attivi sui social network, i blog e i podcast sia per restare in contatto con le persone che per cercare informazioni.
  • Divorced. Gli utenti divorziati, sia donne che uomini, usano i social network per conoscere le persone e fissare degli appuntamenti. Le donne usano di più i social network e acquistano online il 20% in più. Gli uomini invece visitano il 52% in più i siti sportivi. Né gli uomini né le donne hanno una particolare predilezione per i i blog, le chat o i forum, anche se le donne usano più della media i messaggi, mentre gli uomini usano le e-mail il 45% in più della media per comunicare con i loro figli.

Alcuni di questi profili credo si possano tranquillamente ritrovare anche nella realtà italiana…sarei molto curioso di sapere a quali classi vengono fatti appartenere i teenager (consumatori) che rappresentano certamente la classe demografica maggiormente presente online (in proporzione)…ma che non è molto chiaro a quali profili si possa (almeno in parte) ricondurre.

 Si sa mai ci sia qualcuno della Simmons che ci voglia illuminare :-)

Steve Rubel: La pubblicità online non innesca le conversazioni

Steve Rubel, su Adage, ha commentato l’attuale scenario pubblicitario online, partendo dalla considerazione che sul web l’interazione e la ricerca di feedback sono la normalità, e che anche le aziende stanno adottando strategie di comunicazione più aperte e collaborative, nei social network e nei forum alla ricerca di consumer e marketing insights.

La pubblicità, invece, resta ancora uno strumento di comunicazione unidirezionale ed il più delle volte non è in grado di invogliare i consumatori ad iniziare delle conversazioni, nonostante ci siano i primi segnali che mostrano un’apertura alla richiesta dei feedback: ad esempio ci sono le pubblicità contestuali, CNet e Aol invitano i consumatori a rispondere alla pubblicità, ci sono sondaggi che cercano di rilevare l’efficacia della pubblicità.

Secondo Steve Rubel ci sono molte possibilità di cambiamento ed in particolare la pubblicità dovrà avere l’obiettivo di interagire con gli utenti, sollecitandoli a dare i loro suggerimenti e ad esprimere la loro opinione. Nel cambiamento uno ruolo importante dovrà essere ricoperto dalle agenzie di comunicazione che secondo Rubel dovranno incoraggiare i pubblicitari ad aprirsi al marketing conversazionale.

Rubel, però conclude dicendo che non è ottimista sul cambiamento della pubblicità online, in quanto, a suo avviso, essa è ancora troppo legata a canoni di unidirezionalità tipici della tv o della stampa.

Conversare online: le forme del passaparola digitale

Jeremiah Owyang in questo post (la cui traduzione in italiano si può leggere qui) elenca e definisce i molti strumenti e le varie tattiche che le aziende possono usare sul web. Infatti per realizzare un piano di marketing e comunicazione online efficace è importante conoscere i diversi strumenti di comunicazione digitale a disposizione nella “cassetta degli attrezzi” dei manager di marketing, in modo da scegliere la combinazione più adatta al proprio target per ottenere gli obiettivi che l’azienda vuole raggiungere.

E dato che le conversazioni online assumono una forma diversa a seconda del luogo in cui si manifestano,  chiunque decida di utilizzare questi canali, dovrà “adattare” il proprio stile di comunicazione al “social media” utilizzato.

Jeremiah Owyang qui definisce le differenze tra i tre principali canali di conversazioni online “sociali” più diffusi: forum, blog e social network, che abbiamo “tradotto” per voi nei seguenti paragrafi.

FORUM: l’autore definisce i forums sono come mixer sociali, cioè luoghi dove ognuno è allo stesso livello nel produrre contenuti e nel discutere con gli altri. Questo strumento di comunicazione many to many permette ad ognuno di aprire la discussione su un argomento (topic) e chiunque altro di rispondere. Il contenuto di solito è segmentato in base all’argomento (piuttosto che dalle persone)

BLOG: i blog Jeremiah Owyang usa la similitudine di un keynotes, dove il blogger ha il ruolo di speaker e in quanto tale controlla la discussione, ma permette domande e commenti ai visitatori. I blog, infatti, sono uno strumento di comunicazione a metà tra un giornale ed un diario, spesso scritti da una sola persona, a volte da gruppi di persone. Nell’ambito della comunicazione aziendale, i blog possono essere usati per parlare al mercato e per unirsi alle conversazioni che esistono già sui altri blog esterni all’azienda.

SOCIAL NETWORK: per definire i social network, infine, usa l’esempio di un pranzo di lavoro dove ci sono diversi tavoli che, con segnaposti bianchi, invitano le persone a sedersi ed unirsi agli altri participanti che hanno gli stessi interessi. I social network, infatti, permettono ai loro membri di organizzarsi intorno alle relazioni e agli interessi di una persona, ma anche di focalizzarsi su uno specifico topic. Le persone che si conoscono tra loro (o che vogliono incontrarsi) saranno connesse da molti interessi comuni, infatti una dei grandi vantaggi offerti dai social network è la possibilità di connettere persone con gli stessi interessi tra loro in modo da condividere le informazioni.

AdRoll: l’advertising network “sociale”

Tutti sanno che attualmente il sistema più diffuso per inserire la pubblicità nei siti di qualunque tipo è Adsense. Questo strumento però permette guadagni interessanti solo se il sito genera un traffico estremamente elevato, (come si può capire anche da questo commento di CatePol, una dei blogger italiani più attivi)

La maggior parte dei siti però rientra nella cosidetta “coda lunga”: genera traffico di nicchia, spesso anche qualificato e “prezioso” per alcuni advertiser, ma che non raggiunge i grandi numeri.

Ed è proprio ai publisher della coda lunga che si rivolge, AdRoll, il nuovo servizio per la gestione della pubblicità, specificamente progettato per ottenere audience altamente profilate in siti web di nicchia.

Adroll si basa sulla costruzione di un social network pubblicitario: i piccoli e medi publisher si uniscono liberamente in communità di interessi  (che essi stessi hanno creato),  in modo da diventare più “attraenti” per gli advertiser alla ricerca di audience altamente targetizzate.

Gli advertiser possono decidere di comprare gli spazi su uno o su tutti i siti appartenenti all’ad community che si identifica meglio con il loro target. Gli stessi publisher possono decidere il prezzo di vendita minimo di uno spazio nel loro sito, di vendere i loro spazi pubblicitari indipendentemente o nell’ambito dell’ad community, in questo modo la community risulta gestita e controllata dai publisher stessi. In generale Adroll permette ai publisher di avere nuovi contatti e di vendere di più, direttamente agli investitori, senza pagare fee ai network pubblicitari. Infine, questo servizio fornisce tutti i servizi necessari alla gestione della pubblicità (la rotazione delle pubblicità, la loro programmazione, ecc.) in modo da automatizzarne la vendita.

Adroll, combinando social network e coda lunga, due elementi chiave dell’attuale web, sembra avere tutte le carte in regola per affermarsi.

Internet marketing alberghiero: vademecum 2008

Considerato che il turismo è il settore trainante dell’e-commerce in Italia (quasi il 50% del totale degli acquisti via internet, circa 2,6 miliardi di euro, secondo il settimo Rapporto dell’Osservatorio permanente sull’eCommerce B2c promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, realizzato in collaborazione con Netcomm, il consorzio dell’eCommerce italiano) è ovvio che gli albergatori non possono più fare a meno di un’adeguata strategia di marketing online, a maggior ragione se si considerano le previsioni secondo cui nel 2008 il 40% circa di tutte le prenotazioni alberghiere mondiali saranno effettuate online (rispetto al 33% nel 2007 ed al 29% nel 2006).

Per questo, anche quest’anno, due esperti di Strategie di eBusiness per l’ospitalità (HeBS) Max Starkov e Jason Price hanno indicato le “Hotelier’s 2008 Top Ten Internet Marketing Resolutions” (su BookingBlog si può leggere la traduzione in italiano i buoni propositi degli albergatori per l’internet marketing del 2008).

In particolare tra le varie indicazioni degli esperti, a noi stanno particolarmente a cuore le seguenti tre:

-  la necessità per gli alberghi di prendere in considerazione strategie di marketing 2.0 finalizzate all’ascolto del passaparola online dei clienti

- la predisposizione di un sistema di e-CRM al fine di costruire con i propri clienti relazioni interattive che possano essere profittevoli per entrambi le parti

- la necessessità degli operatori del settore alberghiero di aumentare le proprie conoscenze di internet marketing (applicato al mercato turistico) grazie alla collaborazione con esperti della materia (web agency. seo, internet mktg consultants)

Il web2.0 ha cambiato profondamente il modo di organizzare i viaggi: ad esempio gli utenti condividono opinioni e consigli molto credibili in social network come Tripadvisor, e di conseguenza chi gestisce un hotel deve ascoltare queste conversazioni, analizzarle in modo da poter intervenire tempestivamente qualora ci fossero dei problemi.

Inoltre secondo i due esperti gli hotel dovranno realizzare un sistema completo di Customer Relationship Management online (e-CRM), che permetta di conoscere i clienti in modo da poterli differenziare, fornire a ciascuno un servizio personalizzato grazie a programmi fedeltà e differenziazione dell’offertaal fine di ottenere la fidelizzazione degli ospiti.

Per realizzare tutto questo è necessario che sia il management dell’azienda sia preparato: grazie alla consulenza di web agency specializzate e di esperti del marketing web2.0, gli amministratori degli hotel dovranno studiare le ultime tendenze del mercato turistico on-line e le best pratices del settore, in modo da ottimizzare il sito web, il search engine marketing e le iniziative nell’ambito del web2.0.

Fare pubbliche relazioni ai tempi dei social media

Secondo Katie Paine ci sono 10 caratteristiche (riportate qui) che possono riassumere come i social media hanno  trasformato il modo di fare public relation, ma la conclusione del suo discorso è che la cosa più importante che le aziende devono fare oggi per avere successo nel marketing e nelle pubbliche relazioni è ascoltare e costruire un rapporto di fiducia con i loro interlocutori e per fare questo devono essere onesti e trasparenti.

Heather Yaxley sul suo blog Greenbanana ha commentato  i cambiamenti, che secondo Katie Paine, sono avvenuti nell’ambito delle pubbliche relazioni (la traduzione in italiano di questo post si può leggere qui) e le considerazioni di Sally Fallow a proposito di questi cambiamenti. Secondo Sally Fallow per fare pubbliche relazioni ai tempi del web2.0 sarebbero necessari metodi completamente diversi, infatti, commentando i dieci punti individuati da Katie Paine, ha affermato che il panorama dei new media è pieno di campagne che, avendo usato vecchi metodi di rp e di marketing, hanno fallito.

Heather Yaxley, invece, sottolinea che se non ci si rende conto che “oggi più che mai sono necessarie le stesse tecniche e capacità che hanno sempre caratterizzato una efficace pratica di relazioni pubbliche, il panorama dei new media continuerà ad essere invaso da nuovi sistemi di pubbliche relazioni e marketing che non funzionano”. Infatti da sempre i mercati coinvolgono scambi professionali e personali e questo ha sempre significato conversazioni.

2 punti di vista divergenti o semplicemente due modi diversi per arrivare alla stessa conclusione?

Prada Gifts: l’e-commerce natalizio di Prada

Miuccia Prada aveva già affermato le propria fiducia nelle potenzialità di internet, come riportava Lucia Vellandi di TSW qui. Alcuni mesi fa, Prada aveva sperimentato le aste online di “pezzi” unici, prototipi di abbigliamento e accessori. Per questo Natale, è stato lanciato un progetto più ambizioso: Prada Gifts, la vendita online di prodotti Prada in occasioni delle festività natalizie.

Prada Gifts è stato pubblicizzato attraverso uno strumento mai usato prima da Prada, i banner: 350×250 e grandi formati, realizzati e pianificati internamente. Questi banner sono stati inseriti su grandi siti di moda e portali d’informazione quotidiana italiani, francesi, inglesi e tedeschi e nelle sezioni territoriali di portali internazionali

La redemption maggiore è stata ottenuta dai grandi formati, mentre il maggior numero di acquisti sono stati fatti dall’Inghilterra e dall’Italia, seguite a sopresa da Germania e Spagna. Una delle caratteristiche più apprezzate dagli utenti è la possibilità di acquistare online un regalo e farlo recapitare direttamente all’indirizzo del destinatario del regalo, mentre la fattura viene spedita al compratore.

Il progetto Prada Gift può essere considerato un importante punto di inizio dell’e-commerce di Prada, in quanto il buon andamento registrato finora da questo progetto ha mostrato l’esistenza di ottimi presupposti per realizzare la vendita online dei prodotti di questo grande marchio di moda italiano, non solo in occasioni particolari.

I biglietti per il film “Il cacciatore di aquiloni” si comprano direttamente dal banner

Tailgate, della londinese Fhlame Limited , è un sistema di banner che permette di completare le transazioni, ad esempio acquistare prodotti o servizi, direttamente all’interno dello spazio pubblicitario. Si tratta di un servizio semplice dalle grandi potenzialità: ad esempio permette di catturare più facilmente l’impulso d’acquisto dell’utente evitando di farlo svanire durante il caricamento delle varie pagine. Come l’acquisto di keyword su Google permette di ottenere la visibilità ricercata con la presentazione dell’annuncio, così questo sistema di banner dà la possibilità di concludere la transazione già al momento della visualizzazione della pubblicità. I banner inoltre possono essere inserti in qualunque altro sito, proprio come accade per i banner tradizionali, senza particolare esigenze per la loro pubblicazione.

La casa cinematografica Paramount ha deciso di usare i banner di Tailgate per vendere i biglietti del nuovo film “Il cacciatore di aquiloni” (Kite Runner) di Marc Foster, tratto dal bestseller di Khaled Hosseini. Grazie a questo nuovo sistema di advertising online, gli utenti USA potranno cercare il cinema nella propria città o stato e comprare i biglietti per il film direttamente nel banner senza aprire altre finestre o entrare in un altro sito. Il banner stesso ha la certificazione VerySign in quanto gli utenti devono inserire il numero della loro carta di credito direttamente al suo interno con le conseguenti esigenze di sicurezza. Un esempio dei banner Tailgate per il film della Paramount è disponibile qui.

Come ha affermato il responsabile del marketing interattivo di Paramount Vantage, Bladimiar Norman, la tecnologia offerta da Tailgate permette di soddisfare le richieste degli utenti offrendo un servizio efficiente, sicuro e conveniente di comprare i biglietti per il film.

Conversational targeting: la pubblicita online rivolta agli influencers

Se in Italia tra le aziende non è ancora molto diffusa la pratica di ascoltare cosa dicono gli utenti online, negli Stati Uniti non ci si limita ad osservare la conversazioni che avvengono online, ma è stato appena presentato il “conversational targeting“. A proporre questo servizio è BuzzLogic, una start-up della Bay area. Il “conversational targeting” consiste nel definire con esattezza le conversazioni influenti sui blog e i social media e proporre pubblicità adattata ai partecipanti più influenti.

Il sistema osserva le conversazioni e i link tra blog per creare una “conversational map“, nella quale si può rintracciare non solo chi sta parlando di un particolare brand o prodotto, ma anche quali utenti esercitano la maggiore influenza online. Una volta identificati gli opinion leader, BuzzLogic usa le Google API per creare facilmente una campagna AdWords da mostrare loro. La pubblicità in questo modo prova ad inserirsi nelle conversazioni che avvengono on line.

E se è vero che i social media stanno diventando, sempre di più, i principali luoghi (virtuali) dove avvengono le conversazioni tra persone, non c’è dubbio che questa innovativa tipologia di targeting potrà presto diventare un eccezionale strumento a disposizione delle aziende e del marketing in generale.

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