Pagine Facebook, un confronto tra categorie di prodotto e tone of voice

Ieri al Social CaseHistory Forum Viviana Venneri ed io abbiamo presentato uno studio su più di 200 pagine Facebook italiane, realizzato utilizzando il tool di Facebook Social Analytics di Blogmeter. Rispetto ad altre analisi realizzate in precedenza, abbiamo introdotto due novità:

  1. un confronto tra categorie di prodotto (e non solo tra singole pagine), in modo da analizzare le tendenze e le best practice di settore. Tra i settori analizzati: home care, personal care, baby products, retail, electronics, food&beverage;
  2.  l’analisi qualitativa delle strategie di comunicazione utilizzate dalle pagine più coinvolgenti e il tone of voice più efficace per le varie categorie di prodotto studiate.

Per i più curiosi che si sono persi il forum, qui trovate le foto del nostro intervento e all’hashtag #schf12 i commenti dei partecipanti.

Che la forza sia con voi!

Strategie social, HBO e Game of Thrones: come aumentare fan (invece di perderli) tra una stagione e l’altra

286 giorni.

286 giorni tra il finale di stagione della prima serie di Game of Thrones e l’inizio della seconda, previsto negli USA per domenica 1 aprile. Più di nove mesi che hanno visto, tra gli altri, l’avvento di Falling Skies e Terra Nova, l’avvio di Alcatraz già battezzato come il nuovo Lost e la competizione serrata con la première della quinta stagione di Mad Men, che sarà on air negli USA domani, domenica 25 marzo. In questi nove mesi di pausa i vari profili Facebook, Twitter e affini dedicati alla serie avrebbero potuto essere abbandonati, con il classico imbarazzo di chi non ha molto di nuovo da raccontare: e invece, al contrario, la loro popolarità è cresciuta moltissimo. Come?
In realtà, la formula adottata da HBO per Game of Thrones si basa su numerosi elementi:

1) Contenuti di altissima qualità. Anche mentre la serie non era in onda HBO ha continuato a produrre contenuti estremamente interessanti e curati, tra cui foto e video delle riprese in Croazia e in Islanda, le interviste esclusive agli attori e i profili dei personaggi della saga, i poster della seconda stagione anche nelle loro riduzioni per wallpaper e Twitter avatar.

2) Profili social molto attivi e diversificati. Sebbene i tre canali social principali utilizzati per Game of Thrones, Facebook, Twitter e Youtube, dialoghino strettamente tra loro, possiamo identificare alcune strategie diversificate. Prima di tutto HBO sceglie di avere un canale Youtube esclusivamente dedicato alla serie – scelta non banale: la quinquennale Mad Men non ce l’ha – e i numeri le danno ragione, con più di 33 milioni di visualizzazioni complessive dei video e quasi 72 mila iscritti al canale. Sul profilo sono numerosi i video di approfondimento che vanno oltre i contenuti delle serie, tra cui vari dietro le quinte e i profili dei personaggi e delle famiglie come Jon Snow e i Lannisters.

Sulla pagina Facebook ufficiale si possono invece distinguere due macro filoni tematici. Il primo, parafrasando il motto della House Stark, potrebbe chiamarsi Season 2 is coming: si tratta di tutti i contenuti che in qualche modo anticipano e ricordano il prossimo avvento della seconda stagione. Per quanto queste condivisioni siano molto frequenti e a tratti simili tra loro – negli ultimi due mesi sono stati condivisi non meno di 5 trailer – i fan non si stancano e continuano a moltiplicare like e share sulla pagina producendo in alcuni casi più di 50mila tra like, commenti e post quotidiani sulla pagina. Il secondo filone tematico è invece legato al Catch Up!,  ovvero al rivedere insieme le scene più belle e a ricordare le citazioni più amate. Per quanto non raggiungano i volumi di like e commenti dei nuovi contenuti, anche i video e le immagini già viste vengono apprezzati e condivisi.

Andamento per Total Engagement della pagina Facebook ufficiale di Games of Thrones (21-02/21/03 2012)

Anche l’account Twitter ufficiale della serie propone il doppio movimento nuovi contenuti+catch up, ma cerca anche di stimolare un maggior coinvolgimento sul profilo personale degli utenti suggerendo meme legati a hashtag tematici. Nelle ultime settimane molti utenti hanno aderito, descrivendo la serie con le parole proposte quali Fire, War e Cold. In effetti, con più di 250mila followers e un punteggio Klout di 73 punti Jim, il marketing manager e gestore dell’account Twitter della serie, non ha molta difficoltà a coinvolgere i fan.

3) Partnership. HBO ha attivato per Games of Thrones una serie di partnership che hanno permesso di dare ancor più valore ai propri contenuti e a tutto quello che è l’universo GoT, anche prodotto dai fan stessi. In questa direzione ha agito certamente l’accordo con Paper.li che ha realizzato per Games of Thrones il primo Branded Fan NewspaperPaper.li ha quindi realizzato uno speciale aggregato quotidiano delle centinaia di tweet legate a Games of Thrones, innescando un circolo virtuoso del buzz per cui una notizia interessante che veniva twittata poteva finire nel Paper.Li di Games of Thrones e da lì venire scoperta e ri-condivisa, con un movimento a espansione che aveva sempre come origine l’account collettore del brand.

Una seconda partnership è stata stretta con Miso, una nota piattaforma di social TV, per permettere ai fan di esperire la visione in Second Screen, commentando l’episodio in diretta. La partnership con un’altra piattaforma di social TV, GetGlue, ha invece portato alla realizzazione di una serie di web sticker esclusivi sbloccabili dai fan facendo check-in.

4) I libri e l’autore. Il quarto e ultimo elemento è il coinvolgimento di Martin, l’autore della saga A Song of Ice and Fire, a cui la serie Game of Thrones è (molto) fedelmente ispirata. Il primo capitolo della saga di sette romanzi fantasy è stato pubblicato nel 1996 e da allora la fama dell’autore e dell’opera è cresciuta, insieme al numero degli appassionati. Il quinto capitolo, A Dance With Dragons, è stato pubblicato in luglio 2011, meno di un mese dopo il finale della prima stagione della serie TV: romanzo e serie hanno certamente contribuito a rilanciare vicendevolmente l’interesse per l’uno e per l’altra. Martin, inoltre, è autore di un blog dal titolo Not A Blog in cui racconta il suo lavoro di scrittura e di promozione della saga e in cui spesso ripubblica contenuti prodotti dalla serie, come i trailer. Il coinvolgimento dell’autore nella produzione e nella promozione della serie, anche tramite i suoi canali social abituali, è un ottimo volano per garantire la transizione e il dialogo dei fan tra i romanzi e la serie TV (e viceversa).

Per concludere, non ci resta che aspettare cosa accadrà il 1 aprile in occasione della première. Stay tuned, ci saranno aggiornamenti (e, sì, un confronto con Mad Men)!

Pagine Facebook dedicate a carriera e recruiting: come misurarne le performance

A seguito della partecipazione di Blogmeter al Social Recruting Forum di Bologna Eugenio Amendola, Managing Director di Anthea Consulting, ha utilizzato il nostro strumento di Facebook Analytics per valutare quanto e come le Employer Fan Pages siano realmente attive e capaci di coinvolgere i propri fans o candidati.

Potete consultare qui i risultati della sua ricerca, mentre trovate qui le slides da noi presentate al convegno. Buona lettura!

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