Pagine Facebook, un confronto tra categorie di prodotto e tone of voice

Ieri al Social CaseHistory Forum Viviana Venneri ed io abbiamo presentato uno studio su più di 200 pagine Facebook italiane, realizzato utilizzando il tool di Facebook Social Analytics di Blogmeter. Rispetto ad altre analisi realizzate in precedenza, abbiamo introdotto due novità:

  1. un confronto tra categorie di prodotto (e non solo tra singole pagine), in modo da analizzare le tendenze e le best practice di settore. Tra i settori analizzati: home care, personal care, baby products, retail, electronics, food&beverage;
  2.  l’analisi qualitativa delle strategie di comunicazione utilizzate dalle pagine più coinvolgenti e il tone of voice più efficace per le varie categorie di prodotto studiate.

Per i più curiosi che si sono persi il forum, qui trovate le foto del nostro intervento e all’hashtag #schf12 i commenti dei partecipanti.

Che la forza sia con voi!

Il ROI dei Social Media: un framework per la misurazione

Ieri nel corso del Web Analytics Strategies ho presentato per la prima volta un modello di riferimento utile per misurare le attività sui social media. Un’attività che può essere svolta utilizzando strumenti avanzati, come quelli che offre BlogMeter, per analizzare le relazioni, le conversazioni, le interazioni, ma che va sempre raccordata agli obiettivi di business.

Le performance dei giornali italiani su Facebook

Facebook è il più grande social network mondiale, e anche in Italia continua ad attrarre utenti. Ad oggi sono circa 22 milioni, il 78% di coloro che quotidianamente si connettono ad Internet in un mese. Un luogo così affollato non poteva non attirare anche la stampa italiana che, sull’orlo di una crisi senza precedenti, sta provando ad utilizzare la rete sociale come nuova edicola diffusa.

Quanti sono i giornali italiani che hanno sviluppato una presenza su Facebook? Che strategia utilizzano? Quanto sono capaci di stimolare i lettori?

Per rispondere a queste domande ho pensato di realizzare una ricerca che presenterò durante il prossimo Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. L’idea è di produrre il primo studio in grado di andare oltre una semplice classifica delle pagine con più fan, per individuare la capacità dei protagonisti del giornalismo nostrano di utilizzare al meglio i social media.

La prima fase si basa sulla individuazione delle pagine ufficiali dei quotidiani, settimanali e mensili italiani. La seconda sull’analisi delle migliaia di interazioni che gli amministratori delle pagine sviluppano con i propri fan nell’arco di un mese. Per far ciò mi servirò di Facebook Social Analytics, uno strumento avanzato messo a punto da BlogMeter, società italiana di cui faccio parte.

L’analisi preliminare, condotta su 56 quotidiani, 33 settimanali e 72 mensili, mostra alcune interessanti statistiche che sono in grado di anticipare. Tra i quotidiani esaminati ben l’88% ha una pagina su Facebook. Tale percentuale scende sensibilmente nel caso dei settimanali e dei mensili. Tra i primi solo il 48% ha una presenza sul network di Zuckerberg, mentre tra i secondi la percentuale è del 51%.

Giornali italiani su Facebook

Ma quali sono i giornali di carta che stimolano gli utenti a condividere i propri articoli in rete? Quali quelli che producono più like e commenti? Quanti di questi riescono, oltre che a portare traffico sui propri siti, anche ad alimentare una comunità fedele di lettori?

Lo scoprirete al Festival Internazionale del Giornalismo, venerdì 27 aprile dalle 10,00 alle 11,30 presso la sala Lippi, nel corso dell’incontro “Giornali su Facebook e giornalisti su Twitter: la situazione italiana”, durante il quale presenterò anche un aggiornamento della mappa dei giornalisti italiani su Twitter.

Strategie social, HBO e Game of Thrones: come aumentare fan (invece di perderli) tra una stagione e l’altra

286 giorni.

286 giorni tra il finale di stagione della prima serie di Game of Thrones e l’inizio della seconda, previsto negli USA per domenica 1 aprile. Più di nove mesi che hanno visto, tra gli altri, l’avvento di Falling Skies e Terra Nova, l’avvio di Alcatraz già battezzato come il nuovo Lost e la competizione serrata con la première della quinta stagione di Mad Men, che sarà on air negli USA domani, domenica 25 marzo. In questi nove mesi di pausa i vari profili Facebook, Twitter e affini dedicati alla serie avrebbero potuto essere abbandonati, con il classico imbarazzo di chi non ha molto di nuovo da raccontare: e invece, al contrario, la loro popolarità è cresciuta moltissimo. Come?
In realtà, la formula adottata da HBO per Game of Thrones si basa su numerosi elementi:

1) Contenuti di altissima qualità. Anche mentre la serie non era in onda HBO ha continuato a produrre contenuti estremamente interessanti e curati, tra cui foto e video delle riprese in Croazia e in Islanda, le interviste esclusive agli attori e i profili dei personaggi della saga, i poster della seconda stagione anche nelle loro riduzioni per wallpaper e Twitter avatar.

2) Profili social molto attivi e diversificati. Sebbene i tre canali social principali utilizzati per Game of Thrones, Facebook, Twitter e Youtube, dialoghino strettamente tra loro, possiamo identificare alcune strategie diversificate. Prima di tutto HBO sceglie di avere un canale Youtube esclusivamente dedicato alla serie – scelta non banale: la quinquennale Mad Men non ce l’ha – e i numeri le danno ragione, con più di 33 milioni di visualizzazioni complessive dei video e quasi 72 mila iscritti al canale. Sul profilo sono numerosi i video di approfondimento che vanno oltre i contenuti delle serie, tra cui vari dietro le quinte e i profili dei personaggi e delle famiglie come Jon Snow e i Lannisters.

Sulla pagina Facebook ufficiale si possono invece distinguere due macro filoni tematici. Il primo, parafrasando il motto della House Stark, potrebbe chiamarsi Season 2 is coming: si tratta di tutti i contenuti che in qualche modo anticipano e ricordano il prossimo avvento della seconda stagione. Per quanto queste condivisioni siano molto frequenti e a tratti simili tra loro – negli ultimi due mesi sono stati condivisi non meno di 5 trailer – i fan non si stancano e continuano a moltiplicare like e share sulla pagina producendo in alcuni casi più di 50mila tra like, commenti e post quotidiani sulla pagina. Il secondo filone tematico è invece legato al Catch Up!,  ovvero al rivedere insieme le scene più belle e a ricordare le citazioni più amate. Per quanto non raggiungano i volumi di like e commenti dei nuovi contenuti, anche i video e le immagini già viste vengono apprezzati e condivisi.

Andamento per Total Engagement della pagina Facebook ufficiale di Games of Thrones (21-02/21/03 2012)

Anche l’account Twitter ufficiale della serie propone il doppio movimento nuovi contenuti+catch up, ma cerca anche di stimolare un maggior coinvolgimento sul profilo personale degli utenti suggerendo meme legati a hashtag tematici. Nelle ultime settimane molti utenti hanno aderito, descrivendo la serie con le parole proposte quali Fire, War e Cold. In effetti, con più di 250mila followers e un punteggio Klout di 73 punti Jim, il marketing manager e gestore dell’account Twitter della serie, non ha molta difficoltà a coinvolgere i fan.

3) Partnership. HBO ha attivato per Games of Thrones una serie di partnership che hanno permesso di dare ancor più valore ai propri contenuti e a tutto quello che è l’universo GoT, anche prodotto dai fan stessi. In questa direzione ha agito certamente l’accordo con Paper.li che ha realizzato per Games of Thrones il primo Branded Fan NewspaperPaper.li ha quindi realizzato uno speciale aggregato quotidiano delle centinaia di tweet legate a Games of Thrones, innescando un circolo virtuoso del buzz per cui una notizia interessante che veniva twittata poteva finire nel Paper.Li di Games of Thrones e da lì venire scoperta e ri-condivisa, con un movimento a espansione che aveva sempre come origine l’account collettore del brand.

Una seconda partnership è stata stretta con Miso, una nota piattaforma di social TV, per permettere ai fan di esperire la visione in Second Screen, commentando l’episodio in diretta. La partnership con un’altra piattaforma di social TV, GetGlue, ha invece portato alla realizzazione di una serie di web sticker esclusivi sbloccabili dai fan facendo check-in.

4) I libri e l’autore. Il quarto e ultimo elemento è il coinvolgimento di Martin, l’autore della saga A Song of Ice and Fire, a cui la serie Game of Thrones è (molto) fedelmente ispirata. Il primo capitolo della saga di sette romanzi fantasy è stato pubblicato nel 1996 e da allora la fama dell’autore e dell’opera è cresciuta, insieme al numero degli appassionati. Il quinto capitolo, A Dance With Dragons, è stato pubblicato in luglio 2011, meno di un mese dopo il finale della prima stagione della serie TV: romanzo e serie hanno certamente contribuito a rilanciare vicendevolmente l’interesse per l’uno e per l’altra. Martin, inoltre, è autore di un blog dal titolo Not A Blog in cui racconta il suo lavoro di scrittura e di promozione della saga e in cui spesso ripubblica contenuti prodotti dalla serie, come i trailer. Il coinvolgimento dell’autore nella produzione e nella promozione della serie, anche tramite i suoi canali social abituali, è un ottimo volano per garantire la transizione e il dialogo dei fan tra i romanzi e la serie TV (e viceversa).

Per concludere, non ci resta che aspettare cosa accadrà il 1 aprile in occasione della première. Stay tuned, ci saranno aggiornamenti (e, sì, un confronto con Mad Men)!

Videogiochi e console, la nostra ricerca su AdV di aprile

Il discusso finale di Mass Effect 3, l’enorme bug di Skyrim che blocca i giocatori dopo decine di ore di gioco, le formazioni da mettere in campo su FIFA e Pro Evolution Soccer, l’entusiasmo per la prossima uscita di Diablo 3 e la scelta delle armi più efficaci per Call of Duty 3: questi e molti altri i temi discussi su social media e social network a tema console e videogiochi. Quella che parla è una variegata comunità maschile, che si esprime soprattutto sui forum dedicati ai giochi preferiti e cerca consigli per completare le missioni, informazioni su grafica e trama, dettagli su potenza e funzionalità.

Abbiamo studiato il settore per un articolo che uscirà sul numero di AdV di aprile ’12. Mettete un promemoria, non vorrete perdere l’occasione di sapere se si parli più di Playstation o Xbox o quali siano i rumors sulle nuove console, vero?

Le performance dei brand auto su Facebook

Questa volta sotto le grinfie dei nostri analisti sono finite le pagine Facebook dei maggiori brand autobilistici. Prendendo in considerazione il periodo compreso tra il 1 dicembre 2011 e il 31 gennaio 2012, abbiamo indagato i risultati raggiunti dai brand attraverso lo strumento di Facebook Social Analytics di Blogmeter ottenendone una classifica interessante.

La principale metrica di riferimento adottata è quella del total engagement. Convinti che il numero di fan acquisiti da una pagina dica poco delle capacità di coinvolgimento della strategia adottata, abbiamo preferito considerare una somma delle interazioni degli utenti avvenute sulla pagina nel periodo di analisi. Il total engagement è infatti la somma di like, post dei fan e commenti dei fan della pagina.

Come potete osservare nel grafico Audi, Bmw e Fiat si posizionano sul podio con un significativo distacco rispetto alle altre pagine della Top Ten.

A stimolare l’interazione nel caso di Audi e Bmw sono soprattutto gli album fotografici che ritraggono i nuovi modelli (Audi A1 Sportback , Audi R8 Gt Spyder, Bmw Serie3 Berlina 328i) o i momenti migliori di eventi e manifestazioni come la Bmw xDrive Live 2012 al Sestriere.

Alfa Romeo è la pagina con il maggior numero di fan complessivi, conquistati anche giocando sul senso di appartenza alla community alfista, ricordando alcuni importanti momenti della storia del brand.

Per leggere la ricerca completa e dare un’occhiata alla classifica vi rimandiamo alla pagina delle ricerche sul nostro sito e alla pagina del DailyNet su cui la ricerca è apparsa.

Al prossimo giro!

PinReach – Pinterest Influence and analytics

L’ascesa di Pinterest all’Olimpo dei social network sembra inarrestabile e rende necessario uno strumento che permetta di districarsi nella giungla di pin e di board e di capire quali siano gli utenti più influenti e i contenuti più interessanti: ci pensa PinReach, il nuovo tool di Pinterest analytics e di misurazione dell’influenza degli utenti.

Pinterest, il social network che permette di organizzare i propri interessi in maniera visuale, di cui vi avevamo parlato qui in occasione dell’apertura del nostro profilo, sta dimostrando di meritarsi la fama di “social network del momento”. Negli Stati Uniti ha infatti raggiunto il tetto di 10 milioni di visitatori unici più velocemente di tutti gli altri social network (ora si è arrivati a 12 milioni) e nei primi mesi del 2012 ha raggiunto i  10,4 milioni di utenti registrati. Guardando al mercato italiano, secondo un’indagine ComScore , da maggio 2011 a gennaio 2012 Pinterest è cresciuto di quasi l’800%.

Le aziende lo guardano con interesse anche per via del referral traffic, che a gennaio 2012 si attestava intorno al 3.6 % , a pari merito con Twitter e superiore a Linkedin e Google+. Una ricerca effettuata da Done! ha analizzato anche i comportamenti degli utenti, rilevando delle differenze tra i pioneers, quelli che si sono innamorati del social network da subito e continuano ad usarlo in modo approfondito e consapevole, e i new comers. Questi ultimi, infatti, avrebbero un approccio più superficiale al social network: dopo averlo utilizzato per un breve periodo, col tempo abbandonano l’approfondimento e la cura dei propri contenuti.

Da queste premesse, diventa utile individuare uno strumento di analytics per analizzare i dati e le dinamiche del social network e per scoprire quali siano gli utenti più interessanti da seguire o quelli con cui instaurare una conversazione. È a questo scopo che è nato PinReach – Pinterest Influence and Analytics, che, a due settimane dal tweet con cui è stato presentato al mondo, ha già sviluppato una base di 6000 utenti registrati.

PinReach

La startup è stata fondata a fine febbraio da Daniel Schimpfoessl e Chris Fay con il nome di “PinClout – discover your Pinterest Clout”, con lo scopo di analizzare, elaborando un punteggio da 1 a 100, l’influenza degli utenti sulla base di pin totali, re-pin totali, “like” totali, board totali, commenti totali, follower e following. Dopo 3 giorni, Klout, l’azienda che ha inventato l’indice attualmente più utilizzato per misurare l’influenza degli utenti in rete, ha inviato una lettera alla neo-nata startup richiedendone la modifica del nome, ritenuto “confusingly similar for several reasons”.

Il team di PinClout non s’è perso d’animo. Ha reagito velocemente, non solo cambiando nome in PinReach, ma sfruttando l’occasione per sviluppare i servizi oltre la misurazione dell’influenza, integrando strumenti di analytics più completi. Già ora, in homepage si possono visualizzare i “trending members” e i “trending pins”, ma nella sezione Trending sono disponibili anche i dati su “highest reach” e i “pins from trending members”. A leggere il loro blog, altre novità sono in arrivo. Un tool da tenere d’occhio quindi, anche in vista degli sviluppi di Pinterest, che promette le API (Application Programmin Interface) a breve.  Se nel frattempo la vostra ansia da competizione stesse scalpitando e voleste sapere quanto siete influenti e se avete raggiunto il gotha dei trending members potete andare su PinReach e registrarvi con il vostro account Pinterest. Avrete accesso a un pannello in cui potrete visualizzare tre schede: analytics, Boards, e Pins, oltre a un cruscotto riassuntivo. Qui sotto potete vedere un esempio, creato sulla base del nostro profilo.

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