Pubblicato da: Tiziana su: Ottobre 2, 2009
Secondo un sondaggio realizzato da Mzinga e Babson Executive Education, riportato qui da e-marketer, solo il 16% degli intervistati afferma di misurare il ROI delle azioni di marketing sui social media (sebbene l’86% delle aziende interrogate usino i social media).
Come suggerisce e-marketer, uno dei motivi per cui solo una percentuale così bassa di aziende si impegna nella misurazione può essere la mancanza di uno metodo condiviso di misurazione. A questo proposito Nathan Gilliatt qui descrive e commenta le metodologie di misurazione dei social media proposte da tre diverse agenzie:
Questo strumento di misurazione risulta molto interessante perché prende in considerazione diverse fonti di dati: la categoria relativa al reach e positining permette di valutare la popolarità del brand sui social media, quella delle preferenze raccoglie il sentiment verso il brand, le categoria delle azioni infine lega la misurazione a specifici risultati di business, permettendo di controllare meglio la strategia di comunicazione.
Dal confronto dei diversi sistemi di misurazione descritti si nota che ciascun permette di perseguire obiettivi diversi: misurare o valutare la popolarità, il ritorno di un’azione di marketing virale, il sentiment verso un brand o un’azienda in assoluto o rispetto ad un specifico settore mercelogico.
Pertanto, non esistendo lo strumento di misurazione perfetto, sarà necessario scegliere di volta in volta quello più adatto alle caratteristiche ed agli obiettivi che un’azienda si pone.
p.s. scusate l’assenza prolungata del blog…non succederà nuovamente
1 | Il Social Media ROI esiste: metriche e case history per non perdere la bussola su Socialware
Novembre 14, 2009 a 4:47 pm
[...] Gilliatt descrive i modelli proposti di 3 diverse agenzie: qui la traduzione in [...]
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