Pubblicato da: Tiziana su: Febbraio 24, 2009
I social media hanno cambiato per sempre il modo di interagire degli utenti, ma attualmente non sono ancora del tutto capaci di soddisfare i bisogni delle persone. Basti pensare al fatto che la diffusione dei social media porta con sé, come abbia già detto negli ultimi post, una gran quantità di rumore (informazione poco utile, ridondante, ecc), tanto che per ogni applicazione si progettano filtri che aiutino a gestire il sovraccarico di informazione.
Le capacità fondamentali dei social media, quella di mettere in connessione e fornire informazioni, alle persone sono intaccate dall’incapacità degli utenti di organizzare le loro esperienze online e di ottenere da loro informazioni significative. Per questo, su Read&Writeweb, si parla di come i social media dovranno evolversi in modo da creare un’esperienza olistica che parli alle persone in modo diverso. Ecco i punti salienti dell’articolo:
Innovative companies that are able to listen to these needs and deliver products based on them will not only survive but thrive in the coming months and years as people eagerly advance on the inviting waters of the new social alchemy.
Condividiamo.
p.s. a proposito di nuovi social media…anche in Italia stanno nascendo alcuni social network molto interessanti…oggi vi segnaliamo mammecheblog.com (vietata ai single!)
2 | Streetlamp
Marzo 16, 2009 a 12:07 pm
Il post è davvero interessante, ma lo ritengo incompleto di una parte fondamentale: l’evoluzione dei social media non solo come servizi, ma anche (e soprattutto) come industria.
Io ho fondato a luglio 2008 un social network di nicchia di nome good-wine.it . Quindi cerco di essere particolarmente attento a tutti gli aspetti della gestione ed evoluzione dei social media. Non solo il lato idealistico di “come vorrei” che si sviluppassero i servizi, ma soprattutto di quello pratico. Qual’è il contesto di oggi, quale CULTURA è stata creata dalle majors internazionali e quali sono le aspettative sia degli utenti, degli investitori e degli inserzionisti.
Si potrebbe scrivere un libro solo su questi tre argomenti, ma esiste una costante che li caratterizza tutti. La “cultura del gratuito”: ovevro l’aspettativa da parte dell’utente che tutti i servizi siano gratuiti. Questa strategia crea di fatto un’oligarchia imprenditoriale, taglia in partenza le gambe alle piccole aziende e fagocita il tempo di “giovani adepti” che si sentono parte di una realtà più grande senza di fatto farne parte.
Questo non è un pericolo. E’ la realtà di oggi. Quindi se dovessi rispondere a come vorrei che si evolvesse l’industria dei social media non avrei dubbi:
1 utilizzare la tecnologia per migliorare veramente la qualità della vita anzichè ingabbiarla 24 ore al giorno per poterla misurare o sfruttare per lavoro intellettuale gratuito
2 che le società che promuovono servizi gratuiti possano veramente permetterselo senza presentare conti in rosso a fine anno che poi vengono sistemati in borsa a discapito di risparmiatori
3 che si sfruttasse l’occasione dell’abbattimento dei costi tecnologici per inserire più elementi umani nelle architetture di gestione anzichè algoritmi che non soddisferanno mai in pieno l’attesa dell’utente
L’evoluzione dovrà essere piena di buon senso se non vorrà diventare un lupo coperto da un agnello.
Cordiali Saluti
Daniele Vital
Sacha Monotti
Marzo 16, 2009 a 12:59 pm
sante parole! non sai quanto condivido il tuo pensiero. Anche per quanto riguarda la nostra attività (monitoraggio passaparola online) questa “cultura del gratuito” è una delle principali spine del fianco di cui ci dobbiamo sempre liberare…tant’è vero che la classica domanda che porgo ai miei interlocutori in qusti casi è la seguente: a te piace lavorare gratis? no? e allora perchè ti aspetti che dovrei farlo io!
3 | marzia
Ottobre 25, 2009 a 11:53 am
Evidenzio da me quanto riporta questo post.
Ho ascoltato un interessante excursus a “Melog” da parte di esperti, invitati da G.Nicoletti.
4 | L’evoluzione dei social media « Alchimie
Ottobre 25, 2009 a 12:06 pm
[...] dettaglio questo apporto , pur vecchio di un anno quasi. L’intervento è votato “tou court” ai social [...]
Albeo theme by Design Disease
1 | Jose
Febbraio 27, 2009 a 1:08 am
L’argomento è di un interesse tale che meriterebbe una tavola rotonda. Il social network del futuro potrebbe essere un tutt’uno con il desktop, potremmo arrivare a condividere il cestino (oh guarda, una notifica! Una foto con me è stata cestinata
).
Insomma potrebbe essere un’esperienza totalmente immersiva, e la cosa fa anche un pò paura.
Facebook gli early adopters: ci sono stati ed è vero, ma la grossa ondata è stata di gente che neanche utilizzava MSN (alcuni non lo utilizzano tuttora).
Le professioni sono un nodo fondamentale. L’avranno vinta le persone capaci di capire i trend del momento e di colpire nel segno al momento giusto. Ecco che ritorneranno utili gli studi umanistici (anche di lettere classiche, mi voglio rovinare!).
Per quanto riguarda la pubblicità, sarò preso per pazzo, ma non sono convintissimo del fatto che la possibilità di targetizzare al massimo possa portare vantaggi anche sul lungo periodo.
Almeno per quanto riguarda utenti di elevato taglio culturale che amano essere stimolati da novità e non da cose che già amano o hanno detto di amare lasciando tracce evidenti sui SNs.
Il rischio è di arrivare ad un riconoscimento della retina che ti propone (o, meglio, propina) qualcosa anche se stai pensando ad altro e far accadere questo più volte(col rischio di rendere odiato un marchio).
Gli studi sull’attenzione saranno fondamentali. Tra vent’anni attrarre consumatori non sarà un gioco da ragazzi.
Anche se per come sta evolvendo la società, quella del consumo, nonostante la crisi, sembra essere l’unica religione che funzioni.
Sacha Monotti
Febbraio 27, 2009 a 10:33 am
grazie del contributo che condivido in gran parte.
p.s. non credo che MSN sia una tappa fondamentale nell’utilizzo dei SN