Pubblicato da: Tiziana su: Gennaio 14, 2009
Torniamo a scrivere dopo quasi un mese di assenza (il nuovo record negativo), causa vacanze di natale ed un periodo di lavoro particolarmente intenso, per parlare di ciò che (probabilmente) ci aspetta nel 2009.
Sarah Perez in questo articolo su Read&Write fa alcune previsioni su come gli utenti interagiranno con social media nel 2009. Partendo dall’idea che a causa dell’attuale crisi economica nel 2009 ci dovrebbero essere meno applicazioni nuove da provare, gli early adopters potranno rivalutare alcune applicazioni abbandonate e pensare nuove modalità d’uso delle applicazioni già esistenti.
Se nel 2008 per comprendere come gestire al meglio le applicazioni dei social media, gli utenti le hanno adottate in massa, nel 2009 è possibile che usino un occhio molto più critico verso i nuovi servizi: gli utenti, grazie alla consapevolezza derivante dall’esperienza maturata, si chiederanno che valore aggiunto può apportare un nuovo servizio e se effettivamente ha qualcosa di nuovo, prima di iniziare ad usarlo. Probabilmente la crisi economica, riducendo le possibilità di finanziamento, eviterà anche la nascita di servizi che sono semplicemente il clone di altri già molto popolari.
Gli utenti, infatti, hanno già appreso come l’information overload dei social media non sia sostenibile e se già lo scorso anno ci sono stati servizi ed applicazioni che hanno tentato di ridurre il sovraccarico di informazioni (categorizzando i feed rss, cancellando gli sconosciuti da facebook, sincronizzando la lista di amici tra più piattaforme, postando gli stessi contenuti su network diversi), c’è comunque bisogno di migliorasi ancora.
Sarah Perez, a questo proposito, per il 2009 si augura la diffusione di alcuni specifici tipi di strumenti:
Ed in Italia che cosa succederà? Se nel 2008 si è registrata la crescita di Friendfeed, con una notevole riduzione dell’uso di Twitter, quest’anno sarà necessario imparare a utilizzare al meglio questo strumento che pare stia portando vari cambiamenti nella parte abitata della rete: da una parte notiamo una riduzione del blogging probabilmente perchè parte dei commenti, citazioni, valutazioni (dei contenuti relazionali) vengono assorbiti dal social network che raccoglie il lifestreaming delle persone online, dall’altra Friendfeed (anche per via della sincronizzazione della friendlist con Facebook, dove gli utenti possono avere anche molti contatti) mostra agli utenti un’altissima quantità di informazioni che deve essere gestita, classificata, selezionata per poter apportare valore.
Quest’anno sarà infne interessante assistere all’evoluzione dei due social network che hanno segnato gli ultimi 2 anni: Facebook, che sulla spinta dei giornali e della televisione, lo scorso è cresciuto enormemente (quanto ancora potrà crescere senza un business model redditizio?) e di Second Life, che sebbene sembri abbandonato dalle aziende, resta comunque popolato da un nocciolo duro di utenti che ne stanno continuando a sperimentare le grandi potenzialità espressive e relazionali e pertanto credo possa ancora riservare qualche sorpresa nel futuro.
2 | luca valente
Gennaio 15, 2009 a 12:52 pm
non penso che Second Life possa sviluppare le potenzialità espressive latenti, almeno nel 2009. Appartiene ad una categoria visuale, ad una modalità di interagire e rapportarsi con l’informazione a cui l’utente medio non è ancora abituato. Penso invece che Twitter, che è notevolmente cresciuto nel 2008, possa riservare delle ottime sorprese dato che è uno strumento facile, intuitivo e veloce, utilizzabile sia in ambito aziendale in termini di promozione/diffusione, sia dagli individui che adottano la tracciabilità del lifestreaming come strumento per veicolare interessi e contenuti.
3 | Tiziana
Gennaio 15, 2009 a 1:52 pm
Il commento di Jose credo sia un esempio significativo della necessità di usare “filtri” sull’informazione che proviene dalla rete.
Senza dubbio Second Life ha dei costi di apprendimento molto alti ed, almeno per ora, non sarà uno strumento di massa, ma ha il potenziale di diventare uno strumento importante di lavoro per le aziende (da parecchio mi chiedo non è più semplice creare engagement verso gli utenti su second life? ma questo è un altro discorso).
Twitter è uno strumento importante, ma Friendfeed e Facebook, come strumenti capaci di gestire il lifestream, sembrano essere più completi (integrati ed attrezzati) per l’uso in ambito aziendale.
4 | Friendfeed una nuova piattaforma di blogging?
Febbraio 4, 2009 a 3:48 am
[...] Rubel in questo post sembra d’accordo con l’idea, di cui parlavamo nel post precedente, che Friendfeed abbia molte potenzialità di sviluppo tanto che avanza l’ipotesi che questo [...]
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1 | Jose
Gennaio 15, 2009 a 11:55 am
Il problema è che l’information overload non riguarda solamente i social media ma tutta la rete. Cioè, l’utente è soggetto ad ulteriori flussi di comunicazione e dovrà essere selettivo anche con quelli.
Per quanto mi riguarda, come utente, non riesco nemmeno più a leggere le mail che mi arrivano dagli amministratori dei vari gruppi a cui sono iscritto su Facebook. Queste sono cose da valutare e non sottovalutare anche in un’ottica di strategia di marketing…