Pubblicato da: Tiziana su: Dicembre 15, 2008
La Nike rappresenta, per ora, una delle poche aziende che hanno avuto successo nell’ accrescere la brand loyalty attraverso il social networking online. Infatti in due anni, da quando ha lanciato Nike+, la tecnologia che permette di tracciare i dati dell’allenamento dei “runners” e di condividerli online, Nike è riuscita a costruire una community (nikeplus.com) compatta di utenti fan del brand, tanto che ad Agosto2008 800.000 sportivi si sono iscritti online ed hanno partecipato ad una corsa sponsorizzata dalla Nike e svoltasi in contemporanea in 25 città del mondo.
Sebbene sia difficile quantificare i benefici ottenuti dall’azienda con il sistema Nike+, alcuni analisti sostengono che il sito abbia aumentato la popolarità delle scarpe da corsa e secondo SportsOneSource se nel 2006 la Nike aveva il 48% di share di mercato delle scarpe da corsa negli USA, oggi ne copre il 61%, anche grazie a Nike+.
La strategia online della Nike si differenzia dal build-it-and-they-will-come adottato da altre aziende, centrato su un brand o uno specifico prodotto, infatti l’idea alla base di Nike+ era semplicemente un modo di combinare corsa e musica. La svolta si è avuta con la creazione di Sport Kit: un sensore che sincronizzato con l’iPod (oppure con lo “sportband”), registra la velocità, lo spazio percorso e le calorie bruciate. Collegando l’iPod al sito i dati vengono caricati sul web e possono essere condivisi tra i vari utenti (tutti i runner complessivamente hanno registrato su nikeplus.com 93 milioni di miglia percorsi).
Il successo di Nike+ è stato travolgente, la Nike ha venduto 1,3 milioni di Sport Kit con l’ipod a 29$ e 500.000 Nike+SportBands a 59$. Inoltre la community ha innescato il passaparola, come significativamente rappresentato dall’esempio Robyn Winters, assistente del manager di un negozio di North Face a Seattle, che nel 2006 ha comprato il kit Nike+ e delle sneakers. Questa utente ringrazia Nike+ e la Nike di averle accresciuto l’entusiasmo per la corsa, infatti nel sito fa parte di un gruppo di 90 corridori che si sfidano e si incitano tra loro a correre più velocemente e più a lungo. Robyn da quando si è iscritta alla community ha partecipato a due corse di 50 km e ad una di 50miglia e si sta allenando per partecipare ad altre due corse da 50 miglia entro la fine dell’anno. Intanto ha comprato un nuovo paio di scarpe Nike e due zaini.
Forte del successo con le scarpe da corsa, la Nike si prepara a creare una community con i giocatori di basket, infatti, sta testando un’applicazione di Facebook che permette ai giocatori di organizzare partite dal vivo e gestire la squadra online.
Ma anche i concorrenti Nike non stanno a guardare i suoi successi, ma cercano di replicarli: Adidas ad esempio ha intenzione di introdurre un sensore (miCoach) che permetta ai corridori di caricare sul web l’andamento del battito cardiaco e i dati relativi alla corsa usando il telefono cellulare.
Ecco qui il link alla comunità Nike+ italiana.
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1 | marco
Gennaio 5, 2009 a 11:24 am
La storia di Nike (per chi la conosce) dimostra che fin dall’inizio è stata leader nel settore e grande innovatrice sia per quanto riguarda i prodotti (a partire dall’invenzione delle suole carrarmato )sia per quanto riguarda la tipologia di comunicazione (vedi Michael Jordan).
Non mi stupisce assolutamente che anche nell’era di internet sia Nike a dominare le scene!
Sacha Monotti
Gennaio 5, 2009 a 5:25 pm
concordo che il marketing Nike è sempre stato all’avanguardia…darei invece meno per scontato che aziende che hanno innovato nell’era pre-internet siano riuscite a farlo anche nel web 2.0