Bernie Borges in questo post analizza il ciclo dell’interazione sui social media, individuando quattro fasi: Engage, Listen, Interact, Measure.
Engage. Il primo passo da fare quando si pianifica una strategia di social media marketing consiste nell‘identificare le community più significative per l’azienda, tenendo conto dei propri obiettivi. Poi bisogna costruire l’engagement con queste comunità, cominciando con il “frequentare” i social media, interagire con persone che condividono gli interessi e connettersi con loro. Dopo, contrariamente al marketing tradizionale, è necessario offrire qualcosa: opinioni, pensieri, commenti, contenuto di qualità, widget ecc, senza attendersi nell’immediato un ritorno. In questo modo si potrà costruire una buona reputazione dell’azienda online e connettersi con molti amici.
Listen. Molto legato all’engagement è l’ascolto: ascoltare i social media è estremamente informativo e permette all’azienda di apprendere, basti pensare agli opinion leader che possono offrire importanti insight per l’azienda, ma anche osservare i link e gli articoli postati e condivisi può permettere di avere una visione altrimenti impossibile.
Interact. Realizzando le due fasi precedenti, l’engagement e l’ascolto, si scambiano idee ed insight, cioè si realizza l’interazione. Per interagire, anche sui social media, è necessario rendersi credibili, cioè è necessario costruire la propria credibilità online, interagendo. L’interazione può assumere diverse forme: ad esempio l’interazione personale su argomenti non strettamente professionali può essere importante per generare credibilità, sfruttando la possibilità di mostrare la propria personalità online. Al contrario il mostrarsi solo focalizzati sul lavoro può creare una percezione di noia e la sensazione di usare i social media solo per affermare la propria causa di business. Altri tipi di interazione online possono essere postare link e articoli o risposte ai commenti o ai contenuti condivisi da altre persone.
Measure. La misurazione dei risultati negli ultimi anni è diventata molto sofisticata dal punto di vista quantitativo. Anche se non tutto sui social media può essere misurato, il miglior risultato si ottiene solo combinando insieme l’analisi quantitativa con quella qualitativa e per far questo esistono diversi tool sul mercato (per maggiori info relative al processo e a soluzioni di ascolto ed analisi dei social media leggere qui)






Molto interessante questa analisi.
E’ sottointeso che all’interno della fase di “interact” c’è anche la parte di gestione delle emergenze (che però si desume leggendo tra le righe).
Concordo quando dici che non tutto sui social media può essere
misurato, o meglio talvolta lo si potrebbe fare stabilendo KPI complessi che non sempre conviene applicare per la loro onerosità.
Anche la misurazione, che ha effettivamente raggiunto livelli di sofisticazione maggiori rispetto al passato, ora può contare su metriche e metodologie nuove e meriterebbe una trattazione a parte.
Io aggiungerei ai servizi citati anche MyBlogLog e Yahoo! Buzz.
Altri come Popurls invece attualmente non sono disponibili per i siti italiani.
Esistono poi società specializzate in questo genere di analisi, tipo Blogmeter.
Ciao!
ciao roberto, beh si la gestione delle emergenze è inclusa nella voce Interact, anche se in quest’analisi si cercava più di tracciare una strategia di social media marketing che di online reputation management.
un saluto
sacha
p.s. BlogMeter lo conosciamo bene…lo abbiamo fondato noi!