Memesphere e la blogosfera sommersa

In questo periodo ho avuto modo di leggere parecchie riflessioni sul ruolo e sull’efficacia dei meme-tracker italiani. Dopo aver letto questo argutissimo post ho pensato di scrivere anche io qualche cosa sull’argomento.

Si è vero, attualmente nessuno dei memetracker in circolazione in Italia, Memesphere compreso, sono in grado di far emergere completamente i memi più discussi o comunque apprezzati online e questo perchè il principale meccanismo adottato, quello del trcciamento delle citazioni (back o forward link) non è di per se sufficiente.

Questo non significa che questa metodologia non vada bene, ma vuol semplicemente dire che va integrata con qualche altra regola. Rassicuro quindi chi ci chiede di escogitare qualche altro modo per far si che la “blogosfera sommersa” venga alla luce prima o poi, dicendogli che ci stiamo pensando, ed anzi forse qualche buona idea c’è anche già venuta. Ora si tratta di svilupparla, provarla e se tutto andrà per il verso giusto, rilasciarla al pubblico. Insomma Memesphere è pur sempre una beta rilasciata da un mesetto…a Settembre qualche novità sostanziale credo proprio la vedremo.

Concludo dicendo che, a grande richiesta, abbiamo appena pubblicato il motore di ricerca di MemeSphere . Buona navigazione!

Misurare l’engagement di un post

In questo post Rohit Bhargava sottolinea 4 difetti degli attuali strumenti di misurazione dei blog e analizza un sistema per risolverli. Alcuni dei problemi nella misurazione dei blog sono:

-          Gli RSS alterano la maggior parte delle metriche tradizionali: in quanto la maggior parte degli utenti non ha bisogno di passare per il sito e in questo modo si riducono le pageview. D’altro canto, si ottiene un maggiore engagement da parte dei lettori

-          I link in entrata non sono tutti uguali: considerarli tutti uguali porta a ricompensare ingiustamente chi fa “linkbait listing”.

-          Molti sistemi di monitoraggio (es: technorati) non considerano tutto il contenuto di un blog, ma solo i post più recenti.

-          Ci sono molti modi di misurare l’engagement: non bastano i link e i commenti di un blog, perciò sarà necessario nell’ambito della misurazione dei blog, individuare altre metriche che permattano di valutare se le persone sono davvero “engaged” rispetto ai contenuti di un blog

Uno strumento che si propone proprio di misurare il social engagement è quello proposto da Melanie Baker, la community manager della startup canadese AideRSS. Il sistema offre una feature, denominata PostRank, che misura l’engagement di ogni post del blog, su una scala da 1.0 a 10.0, dove i post che generano la maggiore attività ottengono il massimo punteggio. Il sistema, per attribuire il punteggio a ciascun post, tiene conto del numero dei commenti, delle segnalazioni su del.cio.us e dei voti su digg, del numero di twits che segnalano l’url.

Con questo sistema si ottengono delle valutazioni distinte per ciascun post, invece di una sola valutazione per l’intero blog, e questo permette di capire quali sono i post che generano più engagement. Infine il sistema può rendere più utile la sottoscrizione ai feed, aiutando gli utenti a filtrare i post più discussi.

Secondo Rohit Bhargava, il servizio attualmente presenta due punti deboli: in primo luogo il ristretto sottoinsieme di siti che usa per valutare l’engagement, senza tener conto di alcuni importanti social network come Ning o Facebook e il fatto che AideRSS è focalizzato sui siti statunitensi, perdendo le discussioni internazionali. La seconda limitazione riguarda alcune metriche che potrebbero migliorare il quadro dell’influenza dei blog, come il numero di sottoscrittori o le affiliazioni del blog.

Tuttavia questo tipo di approccio è sicuramente interessante in quanto capace di combinare l’esigenza dei blogger di capire come produrre contenuto di miglior qualità e l’esigenza dei lettori di decidere quali post sono più interessanti e meritano maggiore attenzione. Aggiungo dicendo che è molto probabile che a breve questo tipo di metrica verrà inclusa anche all’interno della piattaforma Blogmeter.

La misurazione dei social media secondo Edelman

La Edelman all’inizio di luglio ha tenuto una conferenza sui social media, durante la quale si è discusso anche della misurazione dei social media: Marcel LeBrun, CEO di Radian6, e Sean Moffitt, hanno presentato rispettivamente i 10 tipi di conversazioni da monitorare e le 10 leggi (quasi) immutabili della misurazione delle conversazioni.

I 10 tipi di conversazione che le aziende devono monitorare, secondo LeBrun sono :

  • la lamentela, alla quale bisogna rispondere velocemente e trasparentemente, sfruttando l’opportunità di farsi ricordare per il buon servizio
  • i complimenti: ringraziare chi li ha fatti ed eventualmente ricambiarli
  • i problemi degli utenti, da ascoltare per conoscere i nuovi problemi e realizzare un servizio proattivo
  • le domande degli utenti, alle quali rispondere pubblicamente in modo che tutti possano beneficiare delle risposte, ma anche sfruttare le domande degli utenti per ottenere insight
  • l’impatto della campagna: misurare le conversazioni generate dalle campagne di comunicazione
  • le crisi: monitorare le conversazioni in modo da gestire il dissenso, impendendone una diffusione virale e le conseguenti crisi.
  • i competitors: ascoltare tutte le conversazioni a proposito dei competitors
  • le conversazioni della folla: monitorare le conversazioni riguardante il proprio settore in modo da capire quali sono i temi che ottengono maggiore attenzione
  • influenzatori: individuare le persone più influenti nella conversazione a proposito dei temi rilevanti e cercare di costruire una relazione con queste persone
  • i bisogni delle persone: tracciare le keywords che gli utenti usano per esprimere i loro bisogni, in modo da rispondere ad una richiesta o aiutare a soddisfare una richiesta espressa.

Mentre le leggi (quasi) immutabili delle misurazione delle conversazioni proposte da Moffit consistono nell’analizzare:

  • REACH – che audience raggiungono le conversazioni?
  • RELEVANCE- supportano la direzione seguita dall’azienda ?
  • INFLUENCE- tra chi avviene la condivisione e quante persone sono coinvolte?
  • AUTHORITY-quanto è affidabile la fonte (trust)?
  • ENGAGEMENT-quanto sono coinvolti gli utenti?
  • INTERACTION-quanto possono interagire gli utenti?
  • VELOCITY-quanto si diffondono velocemente i contenuti (viralità)?
  • ATTENTION-quanto tempo dedicano gli utenti alle conversazioni?
  • SENTIMENT-quanto sono positive le valutazioni nelle conversazioni?
  • NET PROMOTER- ci sono dei suggerimenti di brand o di prodotto nelle conversazioni?

La definizione di questo paradigma delle leggi ha suscitato le polemiche di Adam Metz, che ha definito la conferenza della Eldeman solo uno strumento per rendere credibili le strategie sui social media grazie alla convergenza tra agenzie di PR internazionali. Inoltre secondo Metz attualmente esistono almeno tre problemi nel campo della misurazione dei social media:

-           Le tecniche che nel 2001 venivano definite “public relations”, oggi vengono ridefinite social media perché le aziende si sono accorte che i loro servizi attuali sono inefficaci.

-          Le metodologie di analisi dei social media sono ancora vaghe e le aziende hanno appena cominciato a studiarle

-          Nella valutazione dei social media attualmente si viola la regola della ripartizione della spesa secondo la quale il 90% deve essere destinato alle persone che usano il software di analisi e il 10% alla piattaforma di analisi.

Una nota finale relativa alla situazione italiana: a nostro avviso da noi il problema non è “come viene ripartita la spesa” ma bensi che per ora non esiste ancora nessuna voce nel budget delle aziende dedicata all’ascolto e all’analisi del buzz online. Speriamo che nel 2009 le cose cambino.

Memesphere su Nova24: La misura della conversazione

Con la scusa del lancio imminente di Blogbabel, Luca Conti ha scritto un articolo su nova24 di oggi intitolato “La misura della conversazione”, che racconta brevemente la storia dei meme-tracker italiani (tra cui naturalmente figura anche Memesphere), spiegandone lo scopo e l’utilità…ben fatto Luca!

Su Memesphere arrivano i video, le foto ed i siti web del momento

Ora manca solo il blog, un archivio un pochino più navigabile, qualche statistica, mille altre cose e poi ci siamo :-)

Memesphere.it

Quanto vale una conversazione?

Il WOMMA sta realizzando delle ricerche per capire qual è il valore di una conversazione, argomento che sarà incluso nel quarto volume di “Measuring Word of Mouth”. La difficoltà di stabilire le metriche e le metodologie di valutazione del word-of-mouth è legata anche al valore dei media virali. Infatti, come spiega David Bank, analista di RBC Capital Markets, se una comunicazione diventa virale il suo CPM si abbassa in proporzione a quanto si è diffusa viralmente. Quindi quantificare il marketing del passaparola, che è basato sul modello virale, è un problema complesso.

Per adesso, l’agenzia di marketing del passaparola, BzzAgent, ha calcolato a quanto vale una conversazione di uno dei suoi 425.000 agenti per conto di un brand, dividendo le vendite per il totale delle conversazioni. Da questo calcolo è venuto fuori che il valore di ciascuna conversazione è di 50 centesimi di dollaro.

Alla stessa conclusione sul valore delle conversazioni è arrivato anche un white paper del ChatThreads Group, ma usando una formula diversa, che prende in considerazione la reachness della campagna, il comportamento d’acquisto e altri fattori tra i quali i costi delle azioni di marketing. Ad esempio il white paper riporta il caso di una campagna della durata di sei settimane per un prodotto di largo consumo, nell’ambito della quale 1867 partecipanti hanno parlato, in media, con 16,4 persone, delle quali l’8,3% ha discusso a sua volta della campagna con, in media, altre 1,94 persone. In questo modo è stata calcolata la reachness della campagna, consistente in 747.537 persone, e sono stati considerati i 146.545 prodotti venduti. Anche considerando tutti questi fattori il gruppo di studio della ChatThreads è giunto alla stessa conclusione che una conversazione in media vale 51 centesimi di dollaro.

E in Italia? Esistono studi analoghi? Non mi risulta…ma se qualcuno avesso notizie diverse siamo tutt’ orecchie ;-)

Le new feature di Memesphere: Il feed RSS…ma non solo

A grande richiesta ecco qui il feed RSS di Memesphere (è stato aggiunto anche un link in homepage vicino al tab ARCHIVIO).

Inoltre stiamo lavorando per migliorare la usability della home page (da un paio di giorni per esempio vengono visualizzati per esteso solo i primi 3 meme RELATED) e dell’archivio (prossimamente aggiungeremo un riassunto dei principali meme citati ogni giorno).

Infine, vi stiamo preparando un sezione “statistiche” (vedi per esempio il leaderboard di techmeme) da leccarsi i baffi ;-)

p.s. Fra pochi giorni dovrebbe essere pronto IL BLOG DI MEMESPHERE, dove verranno illustrate le principali novità rilasciate su M$ (memesphere non microsoft!), nonchè realizzati alcuni approfondimenti sugli hype del momento.

Le aziende non credono nei corporate blog

Secondo un recente studio della Forrester Research, condotto su 90 blog appartenenti alle aziende nella classifica Fortune 500 , i corporate blog sono “noiosi, scialbi e incapaci di stimolare la conversazione”.

Sono noiosi perché il 70% dei blog analizzati tratta argomenti troppo tecnici, sono incapaci di stimolare la conversazione perchè nel 74% dei casi ricevono pochi commenti, sono scialbi perché i 56% si limita a postare dei comunicati stampa.

Il report di Forrester individua la causa di questi risultati poco soddisfacenti nell’atteggiamento di fondo degli addetti al marketing, i quali nel 53% dei casi considerano i blog come del tutto irrilevanti per le proprie strategie aziendali.

Aprire un blog vuol dire aprirsi alle discussioni, essere disposti a discutere anche di argomenti difficili (vedi qui per esempio) prendere una posizione chiara e trasparente nel rapporto con gli utenti e i partners. E’ dalla percezione dell’atteggiamento diverso che ha un’azienda che apre un blog che si ottengono dei vantaggi dal blogging. Se le aziende non credono in uno strumento sociale, come i blog, è molto difficile che riescano ad instaurare un dialogo, suscitando la partecipazione dei propri utenti e ottenendo dei ritorni in termini di reputazione prima e di revenues poi.

Per avere successo, secondo Forrester, i blog aziendali dovrebbero sforrsi di avviare delle conversazioni e non semplicemente riprenderle, creando contenuti divertenti e facili da diffondere, creando connessioni tra il blog ed eventi e invitando i maggiori rappresentanti dell’azienda a scrivere nel blog.

Sebbene il panorama complessivo non sia entusiasmante, lo studio Forrester cita alcuni esempi positivi, tra i quali, gli italiani DesmoBlog della Ducati a Papero Giallo di Gambero Rosso.

Proprio oggi leggo del lancio del blog della LG Electronics….speriamo che (la LG) tragga insegnamento dagli errori dei suoi predecessori.

L’Alfa Mi.To supera la Golf nella classifica di popolarità online

Questa settimana la classifica dei modelli auto più popolari online ha subito alcune sostanziali modifiche: la Mi.To passa al secondo posto (al primo sempre la Lancia Delta) mentre  la 147 fà un bel salto in avanti passando in 4° posizione rispetto alla 10° della settimana scorsa.

Il dettaglio si trova nella sezione Ricerche in pillole di BlogMeter.it

Memesphere: parte la beta

 

Al termine di alcuni mesi di lavoro dedicato (ed oltre 2 anni di esperienza maturata nell’analisi dei social media) viene alla luce oggi Memesphere (Beta).

Con che obiettivi?

Memesphere vuole essere una fotografia fedele dei concetti e delle conversazioni online italiane in un dato periodo di tempo, uno strumento semplice e diretto rivolto a chi fa comunicazione e a chi partecipa al gioco dei media sociali.

Il nostro obiettivo è tracciare la rete, le conversazioni, gli hype, consentendo al lettore giorno dopo giorno di sperimentare un po’ di serendipity grazie a quello che troverà nel “paginone” dei meme che proporremo. 

Ora la palla spetta a voi, linkatevi, citatevi, arricchite i vostri post con video e foto, ma sopratutto scrivete scrivete scrivete!

Vi auguro una buona lettura.

p.s. Feedback is welcome, dietro il Tab “Contattaci” si cela un indirizzo email a cui scriverci

 

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