Pubblicato da: mediameter su: Maggio 29, 2008
KD Paine riferisce che Peter Kowalski ha sviluppato, per la Georgia Tech, una classificazione dei diversi tipi di conversazioni. Tutte le conversazioni, ovunque avvengano (dal vivo, su un blog o in un social network come Twitter o Facebook) possono essere ricondotte ad almeno una delle 26 categorie individuate.
Secondo questa classificazione una conversazione può essere:
- La conferma di aver ricevuto un’informazione
- La pubblicizzazione di qualcosa
- La risposta ad una domanda
- La formulazione di una domanda
- L’approfondimento di una precedente affermazione
- Un richiamo ad agire
- Il rilascio di informazioni personali
- La distribuzione di materiali
- Un’espressione di accordo
- Una critica
- Un’espressione di sostegno
- Un’espressione di sorpresa
- Un avvertimento
- Un riconoscimento
- Uno scherzo
- Una proposta
- Un’osservazione
- Un saluto
- Un’opinione
- Un annuncio
- Una raccolta di aiuti
- Una ricerca di personale
- Una risposta ad una critica
- Una dimostrazione di dispiacere
- Una richiesta di commenti
- Una richiesta di aiuto
Siete d’accordo? Manca qualcosa?
2 | Sacha Monotti
Giugno 2, 2008 a 9:59 pm
@ roberto in realtà la classificazione non è “esclusiva”, ogni conversazione può appartenere a più classi…quindi direi che non c’è necessariamento conflitto con l’approccio della categorizzazione multipla.
ciao
3 | Roberto Ostinelli
Giugno 3, 2008 a 8:41 pm
capisco, ma con esclusiva intendevo ‘restrittiva’. mi sembra spesso che queste categorizzazioni siano poi fine a loro stesse..
comunque bene così
r.
4 | Optimum Content Score, uno standard (non standard!) per la misurazione dei social media « MediaMeter
Giugno 20, 2008 a 5:14 pm
[...] di conversazione, per la quale KD Paine ha proposto una classificazione con 26 (di cui parlavamo già qui), adesso aggiornata con l’aggiunta dei sondaggi tra i tipi di comunicazione [...]
Albeo theme by Design Disease
1 | Roberto Ostinelli
Maggio 30, 2008 a 9:25 am
trovo molto ‘particolare’ il tentativo di tornare alle classificazioni di questa natura, con la storia che ci portiamo alle spalle.
lo spostamento si attua non sull’esclusività della scelta della categorizzazione, bensì sull’interpretazione e moltiplicazione dei metadata relativi agli elementi da categorizzare.
consiglio, su questo tema, la lettura di “everything is miscellaneous” di david weinberger.
r.