Sistemi di misurazione più trasparenti per l’advertising online?

Con una lettera ufficiale inviata alcuni giorni fà, lo IAB USA, ha chiesto a Nielsen/NetRatings e a comScore di accettare un audit sui rispettivi sistemi di misurazione dell’internet audience e di discutere su come muoversi oltre i tradizionali sistemi di rilevamento “a campione” (seguendo la via tracciata da Alexa, Hitwise, Quantcast e Omniture).

Negli Stati Uniti, ne i dati comScore e ne quelli Nielsen/NetRatings sono certificati dal Media Ratings Council che invece certifica i sistemi di misurazione di tutti gli altri media (comitato che certifica la qualità delle ricerche media…come avere in Italia un’AudiMedia invece dell’Auditel, Audipress, AudiRadio ecc)

Lo IAB a chiesto ai due istituti di ricerca di fornire tutti i dettagli riguardanti le loro metodologie di stima Leggi il resto dell’articolo

Una scorpacciata di dati sul mondo digitale USA


Advertising Age, con la collaborazione di eMarketer, ha appena pubblicato il secondo Digital Fast Pack, una eccezionale collezione di dati sul mondo digitale a stelle e strisce (chissa se in Italia arriveremo mai ad avere un report simile!) che dovrebbe servire come guida al marketing sui nuovi media.

Oltre a consigliarne la lettura, segnaliamo alcuni curiosi trend e statistiche:

  • Top online spender nel 2006 è stata la Vonage (che, ammetto, non conoscevo prima di oggi), leader nei servizi di telefonia broadband con 186 milioni di dollari
  • A differenza di quello che si crede, la classe di età più attiva sui social networking sites è quella dai 35-54 (38,5%)
  • Circa 57 milioni di americani leggono i blog, mentre 12 milioni ne hanno uno personale
  • Il 12% degli americani legge un blog almeno una volta a settimana
  • Allegra versace è al 10° posto come keyword più usata (l’ultima settimana di marzo) secondo il Google Zeitgeist!!

Infine ecco una stima del ritorno sull’investimento di gestire un corporate blog (secondo una ricerca di Forrester di cui avevamo parlato qualche tempo fà)

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Dimmi che siti frequenti e ti dirò chi sei!

L’accurata profilazione dei consumatori online sta diventando un tema sempre più importante nell’agenda delle web companies (editori web e agenzie pubblicitarie) che, con l’aumentare della spesa pubblicitaria su internet,non possono più affidarsi esclusivamente ad una mera quantificazione complessiva dell’audience di un sito, ma hanno anche bisogno di conoscerne la composizione, poter colpire con maggiore precisione un determinato target socio-demografico (portandosi cosi al pari dei mezzi tradizionali).

Sfortunatamente, le tradizionali ricerche “a campione” (le famose AUDI) non riescono a stimare i profili dei navigatori online con lo stessa attendibilità che invece si ottiene sugli altri mezzi, principalmente a causa della grande frammentazione del mezzo web rispetto agli altri mezzi.

Tutto ciò ha causato e sta ancora comportando una certa riluttanza tra concessionarie online e siti web ad usare/supportare le varie ricerche che di volta in volta si sono succedute sul mercato italiano (1to1, Nielsen/Netratings, TNS infratest).

Se a questo aggiungiamo che le informazioni lasciate spontaneamente online dagli utenti durante i processi di registrazione su di un sito oppure partecipando ai sondaggi, nella maggior parte dei casi non sono corrette, ci troviamo in una situazione in cui ottenere un’accurara segmentazione degli propri utenti è molto difficile.

Una nuova strada che alcune web companies stanno percorrendo per bypassare i suddeti i problemi (ad es: Quantcast) è quella delle cosidette “Web Usage Analysis” che consistono nell’analizzare grandi quantità di
dati di utilizzo di internet per estrapolarne tutta una serie d’informazioni utili tra cui anche le caratteristiche demografiche dei navigatori del sito.

In questo contesto, è di estremo interesse la notizia di questi giorni che la Xerox, sembra aver fatto un grande passo avanti in questa direzione, brevettando un algoritmo per predire le principali caratteristiche demografiche di un utente internet che si basa sul confronto tra pagine web visitate dall’utente stesso ed un database di pattern di navigazione di altri utenti con caratteristiche demografiche note.

Il brevetto denominato User Profile Classification By Web Usage Analysis, sembra sia già in grado di predire il sesso dei navigatori con successo nel 75% dei casi.

Che sia il preludio dell’era in cui il Web (2.0) sarà “veramente” misurabile?

(pubblicato anche sul blog della conferenza web2.oltre)

Italia al 4° posto worlwide per numero di blog post pubblicati!

Dall’ultima ricerca di Technorati sullo stato della blogosfera emerge, piuttosto sorprendentemente, che il numero di post in italiano sono saliti al 4° posto, dopo quelli in lingua giapponese, inglese e cinese, con un 3% di share sul volume totale di post pubblicati nel mondo.

Questo valore sembra dimostrare che i blog, per una volta, si stanno affermando in Italia più velocemente che all’estero…nella speranza, mi permetto di aggiungere, che anche le aziende, con i CORPORATE blog, seguano presto questo trend.

 Concludo segnalando altre 2 interessanti statistiche:

- Il trend di crescita del volume globale di blog, che sembra attestarsi intorno ai 70 milioni, si sta gradualmente appiattendo (320 giorni necessari per raddoppio)

- la percentuale di post che usano TAG come strumento in classificazione sono saliti al 35% (rispetto a cira un 25% di un anno fà)

Il passaparola come strumento per rafforzare le marche automobilistiche

Segnalo un interessante articolo di Bill Stephenson (BuzzMetrics,) che ci spiega, con una serie di “case studies” sul mercato
Automotive USA, come sia possibile creare o rafforzare una marca utilizzando campagne di passaparola e di come il
tracking del passaparola online sia lo strumento più efficace per misurarne il ROI.
Spero di cuore che anche le marche automobilistiche italiane decidano presto di investire, in maniera sistematica, in questi strumenti di “ascolto” delle opinioni online….

La multimedialità degli italiani: luci e ombre

La settimana scorsa abbiamo partecipato al seminario tenuto da Eurisko sulla “multimedialità degli italiani” che la società di ricerche presieduta da Remo Lucchi ha presentato a Milano.

La sua particolarità è che invece di monitorare i singoli media, come fanno Auditel, Audiradio, Audipress e tutte le altre numerose ‘Audi’, rileva comportamenti mediatici delle persone attraverso l’innovativo meter portatile (EMM) che registra passivamente l’esposizione ai media delle persone.

Luci
Utilizzando la nota “infrastruttura” della Grande Mappa, la ricerca ha evidenziato che esistono dieci stili di vita “multimediali” che possono essere raggiunti con media-mix molto diversi.

Ombre
La scelta di presentare i valori di esposizione alla TV satellitare senza fare alcun filtro da cui è emerso che:
- il 95% della popolazione (quindi anche i non possessori di parabola) è esposta alla tv satellitare per almeno un minuto al mese
- il 73% per almeno un minuto alla settimana

Non mi è chiaro il significato di questi 2 valori…. cosa gliene può importare ad un media planner se mentre ci si trova per strada o in un supermercato si è esposti, per un attimo ad una trasmisione TV satellitare?!

Bah, forse la voglia di dimostrare l’importanza del cosidettto ascolto out-of-home li ha portati a strafare…comunque l‘obiettivo della ricerca è sicuramente meritevole e spero Eurisko riesca a trovare i fondi per portarla avanti magari migliorando alcuni aspetti tra i quali includerei una maggiore attenzione al mezzo internet.

Gli atti del convegno

Evoluzione delle logiche di esposizione ai mezzi

EMM presentazione 29-30 marzo 07 

La diffuzione dei blog in Europa: i consumatori più ricettivi delle aziende


Volevo segnalare due nuove ricerche che trattano del mondo dei blog in Europa:

Euroblog 2007 (di Euprera): che valuta il fenomeno nel suo insieme (consumatori e aziende)

The Business value of blogging (di LewisPR) che si concentra sul mondo dei blog aziendali

Le conclusioni, aimè, sono abbastanza previbili, i blog sono un fenomeno che negli ultimi 2 anni è in grande ascesa tra i consumatori, molto meno nelle aziende :-(

Per approfondimenti consiglio lettura del blog degli amici di Hagakure

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